maggio 03, 2016

Big fish

Nonno nonno, da dove vengono i bambini? Qui in campagna non c'è 3g né wi-fi, non posso chiedere a Google.
Vedi quei grandi alberi dolce bimba? Sono le Antiche Cerque. Ogni anno sui loro rami nascono e crescono migliaia di foglie e ghiande. Se le guardi da vicino, se esplori ogni loro ramo, di quando in quando troverai un frutto molto piccolo e rotondo.
Vuoi dire che veniamo dagli alberi? Pensi davvero che io me la beva?
Abbi fede nipotina, sii paziente, lascia che ti racconti. Quando arriva l'estate, il peso di quel frutto ormai cresciuto è tale che il ramo si piega, si piega sempre di più.
Ma nonno! Io non sono nata su un albero!
A quel punto il frutto è maturo, tesoro mio. Se in quei giorni, prima che il ramo si spezzi, una giovane donna passa da quelle parti, se ha fame e se fa molto caldo e se decide dunque di nutrirsi di quel frutto, allora vorrà dire che presto avrà un bambino.
Ma cioè? Prima ci staccano da un ramo, poi ci mangiano e poi? Ci cacano?
Bimba mia come sei truculenta. Dopo poche settimane dall'aver assaggiato quel frutto, cara nipotina, ecco che la giovane donna vede il suo ventre crescere, ogni giorno un po' di più. Fino a che, nove mesi dopo, gonfia come un otre del miglior vino, con fianchi d'anfora e volto rubizzo, la donna inizia a lamentarsi, a sudare, a spargere liquidi intorno a sé. Con l'aiuto delle altre donne, con l'acqua tiepida e le foglie di fico, inizia a secernere con gran dolore: ci può volere poco oppure diverse ore, alla fine sentirai un ultimo urlo, quasi un rantolo, vedrai il suo corpo teso arcuarsi e poi, zuppo, cadere stremato sul suo giaciglio.
E poi?
Quando è fortunata la donna diventa madre, dunque udrai un altro suono, il pianto di una creatura piccola e rosa, con gambe braccia e una testa, un essere indifeso e bisognoso di tutto, tenero e con il potenziale di creare nuovi mondi, o distruggerli.
E il padre? Non c'è il padre? Non ha qualcosa da fare? Gli uomini dico? Non hanno una parte in tutto questo?
Da millenni le donne fan credere agli uomini di essere loro i padri di quelle creature, ma il vero padre e la vera madre sono laggiù, in mezzo a quel bosco, con le radici che entrano profondamente nella terra, alberi saggi e possenti, che hanno visto intere generazioni di uomini e di donne brancolare su queste lande e che talvolta, ancora oggi, propongono succosi frutti a donzelle di passaggio.
Nonno io non credo che sia come dici tu. Io credo che l'uomo lasci il proprio seme nella donna e che sia quella la nostra origine. Appena trovo il segnale con l'iPhone te lo dimostro, ecco aspetta! E' apparsa una tacca.
Mia giovine fanciulla, tanti inverni ho lasciato dietro di me e tante donne ho visto manducare quel frutto e ingravidarsi, preferisci davvero credere a un apparecchio tanto piccolo da starti in una mano piuttosto che a me, io che prendendo quella mano nella mia ti ho condotto in questo luogo magico?
Ma nonno, qui su Google si parla di ovulazione, copulazione, inseminazione, gestazione.. Ci sono pure le figure... Oddio tremendo.
Fammi vedere questo benedetto Google.
Ah, però. Ma che..? E quello cosa sarebbe?
Cosa?
Quello.
Quello, bleah, sembra come un tubo che entra nella donna e ci lascia il seme, credo. Dice che tutti gli uomini ne hanno uno.
Ah!
Tu pure nonno ne dovresti avere uno.
Ehi signorina, ti sembran cose da chiedere a tuo nonno?
Beh se leggo qua, nonno, mi sembra chiaro che tu e nonna... Sennò mamma come sarebbe nata?
Tua nonna ha mangiato il frutto, chiediglielo, te lo dirà lei stessa. E dopo nove mesi è nata sua figlia, tua madre, proprio come ti ho detto. Io che pure sapevo la verità, che il padre non ero io, ho dato il mio nome a quella bambina, e tutto il mio amore. Ogni anno tornavo qui, dalle Antiche Cerque, per ringraziare di quel dono così grande.
E mia madre? Anche lei ha mangiato il frutto delle querce? E' così che sono venuta al mondo?
Non è questo il frutto che ha mangiato.
E allora quale?
Ha preferito un albero molto giovane, un mandorlo meraviglioso che sta giù dalla collina, vicino al fosso che oggi domina con un fusto che sembra una colonna di granito. Lì stavi, appollaiata sulle sue fronde, bellissima e succosa, e lì tua mamma in un giorno caldo dell'estate, ti ha preso con sé.
E mio padre? Vuoi dire che il mio vero padre è quel mandorlo? Io dovrei crederci?
E' così, bambina. Ma se non mi vuoi credere continua pure a pensare di essere figlia di quell'uomo che si definisce tuo padre, quell'ubriacone che dopo aver mandato in malora la sua casa ha tentato di far lo stesso con la nostra, lui che picchiava tua madre ogni notte di più, quell'essere abominevole che trascinava con sé altri come lui per offenderci e se ne andava solo dopo aver avuto cibo e denaro, quel delinquente che fu arrestato solo quando era già troppo tardi. Davvero vuoi credere a Google? Che fosse lui tuo padre?
No, nonno, non lo voglio.
Bene, bimba mia, andiamo a vedere quel mandorlo, son sicuro che è ancora in fiore. Hai mai visto i fiori del mandorlo?
No. Non mi ricordo, nonno. Ma posso vederli qui su Google.
Metti via quel coso, non può dirti nulla di vero. Vieni con me, quelli del mandorlo sono fiori bellissimi, per questo tua madre scelse quel giovane albero quel giorno caldo di quell'estate, perché sapeva che saresti nata tu, una bimba forte e curiosa, bella come quei petali bianchi. Un giorno anche tu vorrai un figlio, anche tu dovrai scegliere un albero.
Che sia bello, alto e forte!
Certo, tesorino, e magari anche saggio, e gentile.

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