aprile 15, 2016

Oltre il terrazzino

Ci sono tre scheletri d'acacia che l'edera ha condannato e il vento scuote appena, un cortiletto ceduto alla gramigna, una tubatura in ruggine appesa a mezz'aria, una sughera ingiallita, le celle di un nido di vespe, un vaso di plastica con un limone dentro, un merlo, un orticello d'erba e cipolle, un pollaio in mattoni ed eternit, cinque passeri che giocano, una portafinestra sempre aperta, due cornacchie che si guardano, un ornello in fiore, metri di rete perimetrale coperti da ombreggianti, uno stendino sotto un lenzuolo, le zaffate di un comignolo, un rudere in tufo, una valle che vomita rovi, l'algido capo del Terminillo, una dozzina di nuvole bianche e una palla in cielo così gialla da fermare il tempo.

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