maggio 09, 2015

L'ultimo tempo

"Cos'è il tempo nonna?"
"Che dici ragazzo? Parla più forte".
"Il tempo. Che cos'è?"
"O cielo. Diventare sordi? Tu, giovane, cosa credi che sia?"
"Secondo me c'è di più, nonna".
"Beh. Si perdono anche i denti. E le parole, sai. E col tempo dimentichi anche il tempo che perdi per fare cose che un tempo facevi in metà tempo, e te lo dimentichi così bene che smetti persino di perderlo, il tempo".
"Quindi vuoi dire che dando tempo al tempo si finisce per rallentare ed essere felici?"
"Solo chi dimentica tutto. Ma proprio tutto eh. Per gli altri è più difficile".
"Eh?"
"Ricordano tante cose ma sono fasulle, come tutti i ricordi, e fingono di non sapere che la metà di ciò che ricordano non è che la metà di quanto hanno realmente vissuto e l'altra metà dei loro ricordi è così casuale e immersa nel vuoto che passano il proprio tempo a cercare di fissarla, di tenerla a fuoco, vorrebbero esistere nel loro ultimo tempo sapendo di sapere tutto ciò che è accaduto prima".
"E perché?"
"Perché siamo ciò che siamo stati e se non ricordiamo quello che abbiamo vissuto finiamo per convincerci di aver perso la nostra identità".
"E invece nonna? Non è così?"
"L'unica cosa che conta è qui, adesso, il presente. Non voglio passare i miei ultimi anni a chiedermi chi io sia stata".
"Ah! Ma quindi ti ricordi di me?"
"Che hai detto?"
"Ti ricordi di me? Sai chi sono?"
"No, caro ragazzo. Non ricordo. Ma vedi che bella giornata oggi, il sole ti scalda la pelle, gli idrocarburi ammorbidiscono le nari, di che altro hai bisogno?"
"Ma di te, non mi vuoi bene nonna?"
"Sei qui mi pare, se vuoi un abbraccio abbracciami".
"Ma quindi è vero. Non ricordi neanche mio padre, tuo figlio?"
"Chi?"
"Eccolo è là, sulla panchina gialla".
"Ma sta piangendo?"
"Credo che... è perché non ti ricordi più di lui".
"Ho dimenticato? Sì, forse è vero. Digli anche a lui di dimenticare. Tutto però, tutto tutto, così smetterà di piangere. E si godrà questo sole bellissimo e questo venticello. Lo senti come ci carezza?"
"Ma lui non può dimenticare".
"Tutti possiamo. Chiudi gli occhi, inala profondamente l'aria misto piombo, ascolta il rombo lontano dell'autostrada, svuota la mente, fai dei bei respiri, ecco, così, ora riaprili. Non sei già più felice?"
"Sì signora, è vero".
"Che hai detto ragazzo?"
"Che sono più felice".
"Buon per te allora. Ma chi è quello là che piange su quella panchina?"
"Non saprei, chissà perché piange".
"Ricordi, probabilmente, è sempre quello che fingiamo di credere che ci sia davvero accaduto a farci male".
"E' vero signora. E come si può piangere in una giornata così bella?"
"Bella vero? E l'aria poi! Neanche puzza oggi. Toh, ho fame persino".
"Mangiamo insieme signora?"
"Certo ragazzo. Ma invita anche quell'uomo, sembra così triste, magari lo tiriamo su".

2 commenti:

  1. Eh guarda ognuno deve fare i propri percorsi. Io ho passato vent'anni di follia, in continua accelerazione, poi ho avuto l'opportunità di tirare il freno. E ho scoperto tutto un nuovo mondo. Mi auguro che tanti abbiano la medesima opportunità.

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