luglio 06, 2015

La madunina fondente

Eravamo appena sbarcati a Saigon e avevamo già capito che se il mondo doveva finire è qui che sarebbe accaduto; la carne che cuoce al sole il sudore l'insonnia il caldo coltivato da pappataci e zanzare che esistono solo in questo cesso di periferia, tutto ci diceva che la fine era già arrivata e che sarebbe bastata una sbronza per accorgersene.
Dopo, iniziammo a trascinarci per strade fetide escrementi e asfalto liquefatto a Stadera in cerca di riparo, finendo uno ad uno dentro appartamenti che di giorno fungevano da forno per pelli bianche e di notte da prigione, alcuni erano volontari come me altri coscritti, ma c'erano notti di calore che chiunque di noi al materasso sudato covo di pulci avrebbe preferito la giungla, rinfrescato dallo spostamento d'aria dei proiettili dei commies, come li chiamano qui.
E oggi andrà peggio.

3 commenti:

  1. EHehe, devi pensare che molte delle cose che scrivo sono dei riferimenti, in realtà parlo di Stadera, quartiere di Milano. Magari fossi stato a Saigon!!!

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    1. Vivo vicino a Milano, ma non sono mai stato allo Stadera. Se ti va possiamo seguirci reciprocamente qui su Blogspot e su alcune reti sociali. E sono anche su Google+ e su You Tube.

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