agosto 05, 2013

Il lampo

"E' fulminato".
"Cosa?"
"Massì. Lo osservi. Sguardo nel vuoto. Non parla. Non mangia. Se la fa addosso..."
"Ma che cosa... come è successo?"
"Non so che dirle. Mi dispiace molto".
"Ma avete fatto delle analisi.. dei controlli..."
"In questi casi non c'è niente da fare. Vede, uno sta bene, gira, fa cose, e all'improvviso si rende conto chessò... del tempo che passa, del corpo che si dissolve mentre siamo ancora in vita, del fatto che qualsiasi cosa accada in Terra per l'Universo non ha significato... cose così".
"Ah! Quindi ha avuto una intuizione, come dice lei, un attimo di chiarezza assoluta..."
"Esatto. Come un fulmine. E' fulminato. Lo guardi".
"Ma è mio fratello!"
"Mi dispiace davvero. Ma se vuole andiamo di sopra. C'è un intero reparto di gente così. Vuole vederli?"
"Come?"
"Cosa crede? Succede a un sacco di gente. Ormai è quasi una epidemia".
"Ma non ne ho mai sentito parlare!"
"Certo che no. Lassù pensano che non si debba sapere. E hanno ragione. Abbiamo compreso da tempo che più si parla della cosa più si corre il rischio di una fuminazione".
"Ma i giornali...?"
"Figuriamoci, nessuno si occupa di un istituto come questo. Pensano che qui dentro siano tutti pazzi. Meglio così, probabilmente".
"Vabbé... ma si potrà far qualcosa?"
"Lei è a rischio lo sa? Non solo ha avuto un caso in famiglia ma poi ne sta parlando senza una adeguata preparazione".
"Cosa?"
"È a rischio. Dovrebbe andar via da qui subito, distrarsi, stare con sua moglie magari, farsi un viaggetto nel mondo reale o in quello che le pare.."
"È così che prevenite..."
"Difficile dirlo. Distrarsi parrebbe contribuire ad evitare la fuminazione, sì".
"Io non posso lasciare così mio fratello. Ci voglio parlare".
"Prego. Faccia pure. Non la ascolterà, non la guarderà neppure. La sua mente è bloccata, rivive a ciclo continuo l'intuizione che lo ha ridotto così, è perso nella contemplazione del tutto".
"Frattanasio mi senti?"
"Che le dicevo? Niente".
"Son tuo fratello, Gastolfo. Frattanasio, ascolta la mia voce. Seguila, vieni a me. Fratello!"
"Mi dispiace, guardi, sapesse quanti ne arrivano ogni giorno".
"Ma... possibile non si possa far niente? Frattanasio!"
"Stiamo lavorando ad una soluzione, una procedura, qualcosa che impedirebbe di finire così, di bloccarsi in una consapevolezza definitiva".
"Mio fratello guarirebbe?"
"Forse. Chissà. Ma non si preoccupi. Fino a quel momento ce ne occuperemo noi. E' in buone mani".
"Tornerò a trovarlo domani".
"Certo certo. Sicuro. Come no?"
"Perché dice così? E' mio fratello!"
"Sì sì. So che parla sul serio. Ma..."
"Ma che?"
"Non dovrei dirglielo".
"Cosa non...?"
"Vede, lei ha visto suo fratello e ha parlato a lungo di quello che è successo. Ha pure tentato un dialogo con lui. Ora lei uscirà da qui ma temo che non arriverà a casa".
"Cioè?"
"È a rischio. Altissimo. Non appena sarà da solo, magari guardando il cielo o il volo di un gabbiano, o seduto sul trasporto per la città osservando il paesaggio che scorre veloce ecco... lei avrà quel momento.. quella intuizione che..."
"La fulminazione! Io?"
"E' portato. Ha un fratello fulminato, e poi lei è uno che fa domande, che si interroga. .."
"Ma come può accadere?"
"Gliel'ho detto. Sappiamo solo che i fulminati prima erano tutte persone colte, intelligenti, curiose. Gente acuta, come lei. Poi un giorno, l'improvviso squarcio. Il caos diventa ordine, la realtà assume una forma comprensibile, ogni domanda ha la sua risposta. In un istante ogni cosa va al suo posto, il mosaico si compone e la mente, semplicemente, non ce la fa. Non regge. Sbrocca, se mi permette".
"La fulminazione".
"Già".
"Ma i miei figli? Mia moglie? Oddio!"
"Se accadrà, ma non è detto, solo allora non li rivedrà. Nel caso, verranno a cercarla, come ha fatto lei con suo fratello. La vedranno, loro, ma lei sarà bloccato lì, immobile, con lo sguardo perso in una luce troppo forte per andare avanti".
"Ma si può evitare no? Mi ha detto che esiste una procedura".
"Ma è ancora del tutto sperimentale sa? Non so proprio... Non abbiamo ancora avuto modo di eseguire test estensivi. Abbiamo operato una sola volta".
"Voglio farlo. Non posso perdere i ragazzi, non posso... non voglio... voglio vivere capisce? E loro hanno bisogno di me"
"Non so, mi faccia chiamare di sopra. Ma lei si rende conto? Qui parliamo di manipolazione cerebrale, roba avanzatissima, con pochissimi test finora e risultati ambigui".
"Allora vi farò da cavia".
"Senta... Aspetti che chiamo. Pronto? Sì. Per la procedura. Gastolfo Terriperri. Il fratello. Sì. È qui. Sì. Stavo appunto informandolo. Poi lo accompagno su. Ok. Ciao... Dov'eravamo rimasti?"
"Stava cercando di spaventarmi, sui rischi della procedura..."
"Sì. Non so se gliela faranno. Ci vanno cauti. Sa, i rischi sono alti. Dovrà firmare delle carte".
"Firmerò qualunque cosa, qualunque autorizzazione".
"Capisco. Va bene. Firmi qui allora, non vogliamo grane nel caso in cui... lei capisce?"
"Certo. Ecco. Facciamolo prima che sia troppo tardi".
"Bene. Mi segua, andiamo sopra. Lì verrà operato".

"La signora?"
"Terriperri. Mio marito è venuto qui, ieri, per trovare suo fratello Frattanasio. Poi oggi vengo a sapere che lo avete trattenuto... Che sta succedendo?"
"Ah sì, come no? Non lo tratteniamo. E' lui che.. Ma è qui al primo piano, mi segua. Prima però..."
"Cosa?"
"Signora, suo marito non è più..."
"Cosa? Che sta dicendo?"
"Guardi, eccolo là".
"Gastolfo? Ma che ha? Che gli avete fatto?"
"Niente signora... gli è successo quello che... vede? Ecco là il fratello".
"Frattanasio? Sei tu? Ma che gli prende? E tu Gastolfo mio? Non mi senti? Gastolfo!"
"Non può sentirla, signora. E' fulminato".
"Cosa?"
"È un blocco cerebrale che... vede succede solo in persone istruite, curiose..."
"Ma che cosa?"
"Subiscono un eccesso di consapevolezza improviso e assoluto. Un accecante lampo di chiarezza. All'improvviso. L'Universo diventa chiaro, ovvio, ogni cosa trova il suo posto, l'ignoto cessa di esistere. Loro si bloccano così, persi in quel momento... E' una patologia comune sa? E ancora non si conoscono le cause".
"Ma non ne ho mai sentito parlare".
"La notizia viene nascosta per quanto possibile. Vede... più se ne parla più aumenta il rischio di esserne colpiti. Ci lavoriamo, ma ancora non c'è una soluzione sicura".
"Gastolfo!"
"La devo avvertire. Più sta qui più corre il rischio di bloccarsi, proprio come Gastolfo".
"Come?"
"Lei è il soggetto tipico... Succede così, all'improvviso. E più nulla ha senso. Si rimane..."
"Fulminati!"
"Già".
"Allora vado via subito. Fatemi avere notizie, però. Tornerò domani".
"Certo, certo. Speriamo".
"Come?"
"Lei è stata esposta. Ha visto. Ha capito cosa accade. Ora è a rischio. Spero tanto che riesca a tornare a casa prima che..."
"Vuol dire che...?"
"Glielo ho spiegato. Meno se ne parla meglio è. Ora che ne abbiamo parlato, che ha visto suo marito e il fratello. Ora, ecco, la sua mente è predisposta. La devo avvertire".
"Ho due figli che mi aspettano a casa! Capisce? Ci dev'essere qualcosa... un modo per impedirlo".
"Nulla di certo signora, le ho detto. Stiamo lavorando ad un procedura di prevenzione. Ma non abbiamo fatto ancora abbastanza test, la sperimentazione va a rilento. Non è facile trovare gente disponibile a sottoporsi ad una cosa del genere. Finora abbiamo avuto soltanto due volontari".
"Allora fatelo su di me, aiutatemi. Vi prego. Aiutate i miei figli!"
"È rischiosa, glielo devo dire. Parliamo di manipolazione cerebrale, si rende conto?"
"Non importa. Se neppure io torno a casa chi penserà ai nostri figli?"
"Va bene signora firmi qui, intanto chiamo di sopra così prepariamo la sala operatoria".

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