ottobre 17, 2013

Salveranno la Terra

"Senti, prima di entrare, lascia che ti dica un attimo..."
"Fammi passare Elaisa".
"Gionaton è cambiato molto da quando lo hai visto l'ultima volta".
"Sì, immagino. Ma ora lo voglio salutare".
"E' dimagrito. Tanto".
"Quanto?"
"E' irriconoscibile, Micael".
"Sta così male?"
"Non lo avevi capito?"
"Sì. Ok. Ora entro".

"Uei Giò".
"Oilà Miché".
"Madò quanto tempo".
"E sei pure riuscito a entrare".
"Eh?"
"Fuori ho un cane da guardia".
"Elaisa. Sì. Sempre la stessa".
"Lei sì".
"Già".
"Mi trovi cambiato?"
"Sì. Ma sei tu. Lo vedo dagli occhi".
"Ho perso tipo quaranta chili da allora. Non mi chiedere di che cosa, perché un po' di pancia c'è ancora".
"Ma che ti senti?"
"Per ora sento tutto dal collo in sù. Il resto è come addormentato. Fino a due settimane fa sentivo anche le braccia. Inutile farsi illusioni. Passo il mio tempo a vomitare".
"Cosa accadrà?"
"Ma che ne so. I medici continuano a dire che i nuovi farmaci ci mettono tempo. Elaisa abbaia a tutti e a me racconta balle".
"Io ti vedo male Giò".
"Sì. Lo so da me. Immagino sia questione di giorni".
"E se avessero ragione i medici?"
"Figuriamoci, credono che risponda alle loro medicine... Invece, Micael, devi fare una cosa per me, prima che succeda".
"Che cosa?"
"A casa. Il Duox. Prendilo. Non lasciarlo là. Tienilo tu, o distruggilo, come ti pare".
"Eh?"
"Le mie tessere di ingresso sono nella tasca esterna dei pantaloni. Nell'armadio, là. Il Duox, Micael".
"Ho capito Giò. Quasi. Perché?"
"Non lo vuoi fare?"
"Massì, ti pare che ti dico di no? Mi dici perché?"
"C'è tutta la mia vita là dentro".
"Eh. E quindi?"
"Te la immagini Elaisa che lo attiva... Inizia a leggere, a guardare i file, magari i testi delle registrazioni, i parametri fisici... I nomi!"
"Vuoi dire...? Che non sa che...?"
"No".
"Oh cazzo Giò. Due anni fa mi avevi promesso che gliene avresti parlato".
"E' da un po' che sto male eh".
"E allora? Perché non glielo hai detto?"
"Volevo aspettare di... Sai, di poterlo fare. Senza rischi".
"Senza rischi la vedo dura. Però avresti dovuto dirglielo".
"Tanto ora sto morendo. Che differenza fa?"
"Dovrebbe sapere chi sei. Chi eri. Insomma a chi è che sta facendo la guardia là fuori".
"Ne sarebbe sconvolta. Sa tutto quello che conta. Che le voglio bene".
"Vabbé. Ok. Non è un problema. Lo prendo io".
"Tornerai prima che...?"
"Sì. Domani. Mi vedrai qui domani".
"Ok. Vai ora, che tra un po' arrivano i genitori, se ti vedono non capiranno".
"Sì. Ok. A domani".

"Allora?"
"Allora che?"
"Che ti ha detto Gionaton?"
"Ma niente. Ha fatto qualche battuta. Anche su di te".
"Ah sì?"
"Dice che sei il suo cane da guardia".
"Sempre spiritoso lui. Se non era per me qui sarebbe un viavai impossibile".
"Torno domani".
"Sì ma prima. A quest'ora di sera in genere vengono i genitori. La mamma gli porta da mangiare".
"Sì, mi accennava qualcosa".
"Ma davvero non ti ha detto nient'altro?"
"Scusa?"
"Pensavo che ti avrebbe detto qualcosa".
"Tipo che?"
"No. Non so. Ci sono cose di lui di cui non parla spesso".
"Ma cosa?"
"No vabbé. Se non te lo ha detto lui..."
"E dimmi!"
"No, scusami. Non posso. Non ora. Vai, che arrivano i suoi e sai com'è la madre.."
"Ok".
"A domani".
"Ciao".

"Come sta?"
"Che ci fate qui?"
"Quello che facciamo sempre, Micael. Come sta il nostro malato?"
"Male, Gabriello, sta male".
"Manca poco eh?"
"E a voi che vi frega? Anche fosse".
"Ci frega, ci frega".
"Scusate, devo andare. Ci vediamo in giro".
"Dove te ne vai?"
"Ho da fare".
"Per noi?"
"No".
"Strano vero? Una volta, se facevi qualcosa, era per noi. Come Gionaton".
"Che vuoi dire?"
"Che i tempi cambiano. La gente cambia. Fa altre scelte".
"Senti. Sta morendo. Mi sembrate tre avvoltoi".
"Qualcosa del genere. D'altra parte Gionaton ci deve dare una cosa".
"Eh?"
"Devi parlargliene tu, angelo mio. Sennò domani mi tocca salire su a me".
"Elaisa non vi farà passare".
"Bella Miché. Abbiamo i nostri sistemi".
"Ehi, dico, vacci piano. Quello sta morendo".
"Solo lui?"
"Ok. Ok, domani gliene parlo".
"Ecco. Bravo. E poi ci dici eh. Così si fa".
"Ora vado".
"Vai bello, vai. A domani".

"Che fai Mì?"
"Salgo su un attimo a casa di Gionaton".
"Gionaton? Ma non sta in ospedale?"
"Sì. Ci sono passato oggi".
"Cosa? Ci sei andato? Sei di fuori?"
"Calmati Fabanna. Torno subito".
"Cazzo!"

"Cosa c'è?"
"Fabanna, Gionaton mi aveva detto di prendere il suo Duox".
"E allora?"
"Non c'è".
"Chissà dove l'ha lasciato".
"No. Non capisci. Lo devo trovare".
"Di cosa stai parlando?"
"Devo capire dov'è. Chi lo ha preso".
"Ma perché? Perché ancora...? Il Duox è pieno di...? Non avevate smesso? Tutti e due?"
"Elaisa!"
"Eh?"
"Ma certo. E' stata Elaisa. Sono giorni che Giò è in ospedale. Lei sarà passata a casa a prendergli le cose per... e lo avrà visto".
"Ecco. Vedi? Hai già risolto. Ce l'ha lei. Meglio così no?"
"Fabianna... Il portatile è pieno di... Elaisa non sa niente di Gionaton. E non sa niente di me, né del Progetto".
"Cosa? Non glielo ha detto?"
"No".
"Ma dicevi che gliene aveva parlato".
"Mi aveva garantito che glielo avrebbe detto".
"Cazzo! Siete due deficienti, cazzo".
"Oh, sta morendo. Datti una calmata".
"Massì dai, tanto omai".
"Che vuoi dire?"
"Che è tutta colpa di Gionaton. E che ormai pare questione di giorni no? A questo punto, tanto peggio".
"Non capisci, Fà. Sotto l'ospedale ho visto Gabriello".
"Chi?"
"Te ne ho parlato. E' uno in alto".
"Ah... E..?"
"Mi ha fermato. Voleva parlarmi".
"E di che? Tu non c'entri più nulla. Da un sacco di tempo".
"Dice che Gionaton gli deve qualcosa. Che gli deve dare qualcosa".
"Cazzo. Siamo messi bene. Sei già coinvolto. E mi avevi promesso..."
"Lo so. Non so che dirti. Volevo solo vedere come stava".

"Micael?"
"Elaisa. Che ore sono?"
"Le tre Micael. Sono le tre di notte".
"Elaisa, stai piangendo. Che cosa..?"
"E' andato Micael. E' andato".
"Oh cazzo. Mi dispiace Eloisa. Mi dispiace tanto".
"Stava male da molto tempo. Ma non... scusa se ti ho chiamato".
"Scherzi? Hai fatto bene. Ma dove sei?"
"Qui all'ospedale. Dentro ci sono gli infermieri. Ho parlato col medico".
"Ho capito".
"Micael, io non... Non sono pronta".
"Lo so, Elaisa. Lo immagino. Anche io gli ho voluto molto bene".
"No, Micael, non capisci... Non sono pronta".
"Cosa? Che...?"
"Micael, ti prego. Sii sincero. Davvero non sapevi niente?"
"Di che?"
"Gionaton. Ci sono delle cose che..."
"Ho capito Elaisa. Ti vengo a prendere. Ma non là".
"..."
"Se esci dall'ospedale, dal retro... A sinistra c'è l'olodistributore notturno. Aspettami dietro l'edificio. Saranno cinquecento metri. Non prendere il tuo speeder. Lascialo al parcheggio. Ce la fai?"
"Sì. Penso di sì".
"Arrivo subito".

"Monta. Allontaniamoci".
"Tu sai quindi".
"Elaisa senti... Ti va se andiamo da Fabanna?"
"Non... No, Micael. Vorrei che parlassimo noi due. Tu sai?"
"Sì. So tutto".
"Te ne ha parlato ieri?"
"Elaisa, la questione è più complicata di così".
"Di più?"
"Vedi... Io e Gionaton non ci siamo conosciuti per caso".
"Ma lui diceva che..."
"Sì. E io dicevo la stessa cosa. L'ho detta decine di volte. Ma non è vero".
"Quindi siete... Tu sei..".
"Due anni fa è finito tutto. Per noi".
"Infatti due anni fa ti ho visto l'ultima volta".
"Già. Era più prudente per tutti... E come l'hai saputo? Il Duox?"
"Che? Un computer?"
"Quasi. Quello di Gionaton. Mi aveva chiesto di prenderlo, di portarlo via. Sono stato da lui ieri sera, ma non c'era. Ho cercato ovunque. Ho pensato che lo avessi tu".
"Io non l'ho preso. E' importante?"
"Sì. Molto. Ma allora come lo sai?"
"Ci ho vissuto insieme per anni, Micael. L'ho scoperto quasi per caso. Probabilmente era distratto, non so, forse la malattia... Ho trovato un farmaco... Examol. Non ci ho messo molto a capire. Serve a tenere la nuova forma vero?"
"Per la gravità ridotta, soprattutto. Te lo voleva dire. Da anni. Ma aveva paura. Non voleva coinvolgerti".
"Cosa potrebbe accadere? Hai appena detto che è finito tutto".
"Per noi due. Ma quel... il Progetto è ancora in piedi. Ieri sotto l'ospedale ho visto uno dei capi, tale Gabriello".
"Gabri?"
"Lo conosci?"
"Certo che lo conosco. E' uno dei migliori amici di Gionaton, viene spesso a casa".
"Cosa?"
"Sì. E' un tipo molto gentile... Non posso credere che lui sia... Uno di voi".
"Sì. Lo è. E come hai visto si nasconde bene. Ed è pericoloso. Sicuramente vi controllava".
"Ma perché?"
"Voleva essere sicuro che Gionaton non ti avesse rivelato nulla. Ecco perché non te l'ha detto. Ed è anche ovvio chi ha preso il Duox a questo punto".
"Io amavo Gionaton, Micael. Non avrei mai fatto nulla per..."
"Già. Ma tu sei comunque una nativa... Capisci no?"
"Sì".
"Gabriello sa che, se le autorità lo venissero a sapere... E' ancora presto... Tutto il Progetto fallirebbe".
"Ma quanta gente è coinvolta?"
"Non ne ho idea. Ma ormai sono passati anni. Saranno centinaia. Saranno passati alla Fase Due".

"Micael?"
"Gionaton è morto, Fabanna. Sono qui con Elaisa".
"Ce lo ha lei il Duox?"
"No".
"Cazzo!"
"Calmati Fà, troverò un modo".
"Non mi dire di calmarmi! Lui era un deficiente utopista, e ora siamo tutti nei casini!"
"Senti, devo lasciare Elaisa, ha bisogno di riposare, non può andare a casa sua. La porto da te".
"Ma non se ne parla proprio. Sicuramente vi seguono".
"Non ci segue nessuno, non ti preoccupare".
"Bella questa amigo, faccio finta di crederci. Quando arrivate?"
"Grazie Fabanna. Venti minuti e siamo là".

"Lei sa, Micael?"
"Sì, certo, Elaisa. Vedi lei, Fabanna, è..."
"Anche lei? E' una di voi?"
"Sì. Ma anche lei ne è uscita".
"Come lo sai?"
"Lo so, la conosco da troppo tempo. E stiamo sempre insieme".
"Ti fidi di lei?"
"Sì".
"Non so, forse è meglio che mi lasci in qualche albergo".
"No. Non saresti al sicuro. Sicuramente sono sotto controllo, almeno qui in città".
"Gli alberghi?"
"Sono il posto ideale per gli scambi, Elaisa. Basta una notte per cosare uno di voi".
"Non ci avevo pensato. Ma non vi scoprono mai?"
"Quasi mai. Tu hai trovato una pastiglia di Exemol. Se la trova qualcuno dell'intelligence locale... Ma non è facile. Non ci sono differenze apparenti. La memoria pregressa viene condivisa interamente, ogni aspetto fisico è identico. E siamo ben addestrati".
"E poi?"
"Poi che?"
"Ci sostituirete tutti?"
"No. Non serve. Basterà prendere i posti chiave. Ma ci vuole tempo".
"E poi?"
"Poi... Beh, secondo me non funzionerà".
"E secondo loro?"
"Quelli come Gabriello pensano che... Sì, insomma... Una volta preso il potere, le sostituzioni saranno più facili e veloci. Quando scatterà l'ora, tutta la vostra città sarà umana, e poi tutta la vostra luna. Ci vorranno pochi mesi".
"E quelli che... Quelli come me.. Che fine faranno?"

"Come sta?"
"E' sconvolta. Sono riuscita a metterla a letto. E ora mi dici perché me l'hai portata qui".
"Fabanna, dobbiamo risolvere questo casino. Se Gabriello ha il Duox allora forse tutto finirà qui. Ma se lo ha preso qualcun altro... Se è finito in mano al controspionaggio..."
"Risaliranno anche a me cazzo! Magari stanno già venendo qui".
"No. Tu non sei mai stata registrata dal Progetto. Era uno dei problemi da risolvere".
"Non me ne hai parlato".
"Già. Ma alla fine meglio così. Almeno il tuo nome nel Duox non c'è. E abbiamo un posto dove stare".
"Devi incontrare Gabriello".
"Sì. Infatti. Vado davanti all'ospedale, immagino che si farà vivo ad un certo punto. Scoprirà che Gionaton è morto. Devo incontrarlo prima che vada via, sennò non riuscirò a parlarci".

"Chi è?"
"Fabanna?"
"Chi è?"
"Fabanna, mi chiamo Gabriello. So che sai chi sono".
"..."
"Fammi salire, forza".
"Sì. Ok. Entra".
"E' qui lei?"
"Elaisa? Sì. Sta dormendo".
"Bene. Le hai dato un sedativo?"
"No. Perché? E' solo sconvolta. E' crollata a letto. Ma dov'è Micael? E tu come sei arrivato qui?"
"Fabanna, non sono nato ieri. Tenevo d'occhio Micael, so tutto di voi due da un sacco di tempo".
"E ora dov'è?"
"Mi starà cercando. Vedrai che arriverà. Tra pochi minuti suonerà alla porta la nuova Elaisa con tutto quel che serve".
"Cosa?"
"E' necessario. Ormai sa troppe cose. Deve diventare una dei nostri, o il Progetto non sarà più al sicuro".
"Micael non sarà d'accordo. Si conoscono da anni".
"Oh sì lo so. Ma non ci può far niente. La coseremo subito".

"Ma chi...?"
"Elaisa! Ciao! Sei sveglia quindi. Mi diceva Fabanna quanto eri provata da tutto quello che è successo".
"Gabri? Che ci fai qui? Dov'è Micael?"
"Siete fissate eh? Micael arriverà, tranquilla. Ma tu invece, come stai?"
"Male".
"Sì. Lo vedo. Mi dispiace per Gionaton. Era un bravo ragazzo".
"Davvero?"
"Sì. Ha lavorato molto per il Progetto. Poi si è innamorato di te".
"Già".
"Ma non l'ho mai considerato un traditore. Ho il massimo rispetto per le sue scelte, e lui aveva tutto il diritto di farle. Vuoi bere qualcosa?"
"Come?"
"Dai, prenditi questo bel bicchierone d'acqua, ti farà bene".
"No no, sto bene così. Anzi, se non vi dispiace torno a letto, aspetto che torni Micael".
"Prima bevi dai".
"Perché insisti?"
"Forza, su bevi. Su su. Fabanna vieni, dammi una mano, tienila ferma".
"Cosa? Che fate? Aiuto! Fabanna!"
"Mi dispiace Elaisa, ma non c'è scelta. Ti dobbiamo cosare. Poi starai meglio, credimi".
"No! No!"

"Il campanello!"
"Sarà la nuova Elaisa. Falla salire, così attiviamo subito la procedura".
"Chi è?"
"Sono io Fà".
"E' Micael".
"Ah".
"Gabriello? Che ci fai qui?"
"Sono arrivato da un po'".
"E come...? Ed Elaisa?"
"Si sta facendo un bel sonno. Un sonno chimico direi".
"Cosa? No!"
"Micael, sai che vi voglio bene a voi ragazzi. Ma l'avete fatta grossa. Sapeva tutto di Gionaton".
"Sì, lo so, me lo ha detto prima. Ma non è un buon motivo per..."
"Ne avete pure parlato. Chissà cos'altro le hai detto".
"Figurati, quasi niente".
"Già già. Lo immagino. Non ti intromettere ora, dobbiamo procedere. La coseremo appena arriverà la nuova Elaisa".
"Avevi un'agente pronta alla sostituzione?"
"Un caso. E una fortuna. In genere ci vogliono settimane, come sai. Ma lei era disponibile subito".
"Non ne voglio sapere niente".
"Fai come ti pare Micael. Anzi, tu e Fabanna farete meglio ad andare. Questo posto presto non sarà più sicuro".
"E perché?"
"Micael, se io sapevo di Fabanna da almeno due anni lo potrebbero aver saputo anche altri meno fidati di me. E' meglio se andate. Appena avremo fatto, io e la nuova Elaisa torneremo all'ospedale per le pratiche post-mortem, tutto sembrerà normale".
"E... Cosa doveva darti Gionaton?"
"Il suo Duox, Michelotto mio".
"Cosa? Non lo hai preso tu?"
"Oh no. E quando ti ho visto salire da lui, dopo che ci eravamo incontrati all'ospedale, ho capito che eri andato a cercarlo. Qualcuno ci ha anticipato".
"Ma com'è possibile? Chi poteva sapere?"
"Non lo so. Ma a questo punto è affar mio. Andate ora".
"Con il Duox troveranno anche te. E tutti gli altri. E me, e noi".
"Calma. Ancora non so chi lo ha preso. Ma anche se l'ha preso il controspionaggio ci metteranno almeno sei giorni prima di superare la cifratura. Il problema si può ancora contenere. Mi inventerò qualcosa".

"Lo lasci lassù con Elaisa? Lasci che la cosino? Io... Beh Micael, speravo che tu l'avresti salvata, io non ne ho avuto la forza".
"Non ho scelta. Dobbiamo andare per forza. E poi non le succederà niente".
"La vogliono cosare".
"Non possono".
"Cosa?"
"La nuova Elaisa non arriverà mai".
"Eh? Ha detto che la aspetta a minuti".
"L'ho vista Fabanna. Stavo passando qui sotto e l'ho vista. Sul marciapiede. Ho visto Elaisa, mi era sembrata lei, ma ho capito subito che era un agente".
"L'hai uccisa?"
"No. E' nel Cavo, qui dietro. E' solo addormentata".
"E che ne facciamo di lei?"
"Non lo so, una cosa alla volta Fà. Devo ragionare".
"E la vera Elaisa?"
"Finché non potrà cosarla, Gabriello non le farà niente. Non rischierà uccidendola, attirerebbe troppo l'attenzione. Il controspionaggio potrebbe interessarsi al caso. Al massimo la nasconderà, o la terrà sotto sorveglianza".
"E noi?"
"Non vedendola arrivare, Gabri ci metterà due secondi a capire cosa ho fatto. Ci cercherà".
"Lo hai tradito un'altra volta. Non ne sarà felice".
"No. Anche perché presto scoprirà un'altra cosa".
"Che?"
"Che il Duox non ce l'ha il controspionaggio".
"Ma di che parli?"
"E' a casa di Gionaton. E' sempre stato lì".
"Cosa? Ma se ci siamo andati ieri e non c'era".
"Sì che c'era".
"E perché non me lo hai detto?"
"Non potevo. Avevo capito che eravamo sorvegliati. E infatti Gabriello ci stava seguendo. Dovevamo agire senza esitazioni, doveva sapere che non lo avevamo noi, che non lo avevamo trovato e che quindi qualcuno lo aveva preso".
"Ma perché? Che ci vuoi fare col Duox?"
"Fà, mentre venivamo da te, Elaisa mi ha fatto una domanda..."
"Cioè?"
"Che fine facessero quelli come lei, sai... I nativi. Una volta cosati".
"Li mandano su Luna2. Certo, non ci sono ancora città. Ma le faranno, ed è anche più bella e ricca no? In cambio la Terra avrà finalmente le risorse per cancellare secoli di inquinamento, per sopravvivere. Mentre loro, alla fine, andranno a stare ancora meglio di prima".
"Non è così. E' una favola".
"Cosa?"
"Li eliminano Fà. Li fanno fuori".
"E come lo sai?"
"Cosa credi che abbia fatto tutto il tempo che sono stato via? Sono tornato a casa di Gionaton. Ho esplorato il Duox".
"E prima... Tu non ne sapevi niente?"
"Gionaton era stato sempre vago su questo punto. Quando Elaisa me lo ha chiesto, non ho saputo risponderle. Poi, prima, ho capito. Basta leggere i file. Ci sono tutti i nomi, e nessun trasporto, né luogo di detenzione. Li vaporizzano".
"E quello stronzo del tuo amico morto non ti ha mai detto niente?"
"No. Ma per quello voleva uscirne, è chiaro. Probabilmente era già qui quando lo ha capito. E mi ha spinto lui a tirarmi fuori dal Progetto. Mi ha convinto a rifarmi una vita, anche se lontano dalle nostre case".
"Allora potevamo tornare tutti sulla Terra no?"
"No. Non senza il via libera di Gabriello e degli altri. Ma solo ora capisco perché non ci hanno mai fatto partire. Non vogliono che sulla Terra si sappia cosa succede qui. Ci avrebbero uccisi piuttosto, prima di farci tornare. Dovevamo rimanere qui e tacere, sperando che fallissero".
"E perché? La Terra ha bisogno di queste risorse. O non ti ricordi che siamo in uno stato di emergenza permanente laggiù?"
"Non hai capito? Questa gente non è autorizzata da nessuno, hanno fatto tutto da soli. E ci hanno usato come volevano, ci hanno riempito di balle per anni. Se qualcuno venisse a sapere, qualcuno della Terra, credi davvero che sarebbero d'accordo? Non siamo predoni, non tutti almeno, e non basta l'atmosfera soffocante a renderci dei selvaggi".
"Forse. Ma qualcuno li avrà finanziati. Qualcuno in alto".
"..."
"Gesù Santo. Micael".
"Fammi pensare Fà. Devo chiudere gli occhi per un attimo".

"Sei sveglia Fà?"
"Non ho proprio dormito. Non ci sono mai riuscita in uno speeder. E ho un nervo per capello".
"Sì. Anche io. E' una cosa troppo grossa per noi".
"Dobbiamo nasconderci. E trovare il modo di tornare sulla Terra. Dobbiamo fare qualcosa".
"Abbiamo anche bisogno di prove".
"E quali?"
"Beh, nel Cavo c'è la finta Elaisa. Se tornassimo sulla terra con lei e con la vera Elaisa..."
"Capirebbero tutti. Le tecnologie di trasferimento le conoscono tutti".
"Esatto. La notizia farebbe subito il giro del mondo. A quel punto saremmo al sicuro. Nessuno avrebbe più interesse a colpire noi".
"E chissà, magari potremmo un giorno persino tornare a vivere qui, dove l'aria è batteriologicamente pura e priva di radiazioni".
"Non corriamo. Intanto dobbiamo recuperare il Duox, prima che Gabriello mangi la foglia".
"Ma come torneremo sulla Terra?"
"Nel Duox c'è lista dei trasporti e nomi, non sarà difficile sostituirsi a qualche agente. Andiamo".

"Fermi! Chi siete? Che volete?"
"Su su, fateli venire avanti".
"Gabriello?"
"Ciao figlioli. Sapevamo che sareste tornati a casa di Gionaton. Dopo tutto, il Duox è qui".
"Elaisa?"
"Caro Michelo. Davvero credevi di... Sei sempre stato troppo curioso".
"Tu sei con loro!"
"Oh sì. Io sono il referente di Gabriello da anni".
"Ma tu non sei umana".
"Tu dici? Sono stata cosata anni fa, ma lo abbiamo tenuto segreto, per motivi di sicurezza. Solo Gabriello lo sapeva".
"E come..?"
"Mio caro Micael. Gionaton aveva provato almeno due volte a trasmettere alla Terra le prove del nostro piccolo lavoro qui. Abbiamo intercettato quelle comunicazioni a prezzo di grandi rischi. La cosa doveva finire".
"Lo avete ucciso voi!"
"Incredibile quanto noi umani siamo poco resistenti alle radiazioni vero? Son bastati pochi mesi".
"Ma non vi bastava".
"Già. Gionaton doveva aver detto qualcosa a qualcuno, credevamo che tu potessi sapere tutto. Eri un pericolo. Dovevamo sapere se altri erano coinvolti. Ma per fortuna, solo tu e Fabanna".
"Non ne sapevo nulla, non fino a ieri. Non sapevo che stavate pianificando un genocidio!"
"Te l'ho detto... Sei troppo curioso Micael. E la Terra non può aspettare ulteriormente. Addio".
"No!"

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