febbraio 22, 2013

Zap!

"Ci sta sfuggendo!"
"Spegni i sistemi di supporto vitale!"
"Troppo tardi, è già dentro".
"Come ha fatto? E come lo troviamo ora?"
"Una lastra?"
"No, non lo evidenzierebbe".
"Però sappiamo dove è diretto".
"Eh ma che cambia?"
"Una risonanza con contrasto".
"Cioè?"
"E' leggermente radioattivo, e le radiazioni non gli piacciono. Si fermerà, e a quel punto potremo agire".

"Ma dove sono?"
"Shh, stia giù. E' al centro medico".
"Che mi è successo?"
"La stiamo curando, la prego stia giù".
"Cosa...?"
"E' solo del banale liquido di contrasto".
"Ma che cosa ho?"
"Ora è meglio che si calmi".
"Me lo dica! Almeno questo".
"Un pensiero autonomo, signore".
"Cosa? Io?"
"Si rilassi, lo troveremo e lo estirperemo prima che sia troppo tardi".
"E dov'è? Ce l'ho in testa?"
"Finora sappiamo solo che è partito dai suoi testicoli, ma ce ne siamo accorti solo esaminando il cuore. Pensavamo di averlo isolato là, invece è risalito. Sì, crediamo stia tentando di accedere al cervello".
"Oddio no! Non a me! Vi prego fate presto, non voglio quel coso dentro di me".
"Cerchi di stare fermo. Adesso proveremo a rintracciarlo. Stia fermo e in silenzio, la macchina è molto rumorosa, ma più starà fermo più possibilità avremo di trovarlo".
"Ok, siamo in posizione. Inizia la scansione".
"Ancora niente".
"Aspetta! Cos'è quella macchia?"
"Dove?"
"Qui, appena sopra il mesencefalo. Ingrandisca".
"Eccolo! E' lui!"
"Ma che sta facendo?"
"Dovrebbe essere addormentato ormai, o almeno stordito dal contrasto".
"In effetti sembra ubriaco".
"Ma che...?"
"Sta ballando signore".
"Cosa?"
"Il pensiero autonomo".
"E perché?"
"Finché si agita sa che non possiamo rimuoverlo dal paziente".
"Suggerimenti?"
"Potremmo bombardarlo con altre radiazioni".
"Rischiamo di danneggiare il portatore".
"E' un rischio calcolato. Se quel coso gli entra nel cervello sarà molto peggio".
"Alternative?"
"Non ne vedo signore".
"Procediamo".

"Che mi fate?"
"Stiamo cercando di stordire l'intruso così da poterlo raggiungere. Questa è la sola speranza. Appoggi la testa. Ecco".
"Avvio?"
"Sì, tre secondi".
"Ancora niente, continua a muoversi".
"Cinque secondi! Ora!"
"Sta rallentando, ma non è ancora fermo".
"Dieci secondi!"
"E' sparito signore!"
"Come sparito?"
"Ballando deve aver trovato un passaggio. A quest'ora starà già insegnando la macarena all'amigdala".

"Perché mi avete legato? Dove sono?"
"Mi dispiace signore. E' stato infettato".
"Ma cosa dice?"
"Un pensiero autonomo, signore, non siamo riusciti a fermarlo. Ora dovremo seguire la procedura".
"Ma di che parla? Io sto benissimo. Lasciatemi andare".
"Lei è malato signore. Se la lasciamo andare potrebbe trasmettere il pensiero ad altri e avremmo una epidemia".
"E allora?"
"Mi dispiace signore. Versmente".
"Ma.. cos'è quella.. cosa? Un laser?"
"Il purificatore. E' la legge. Ma non le farà male, non si preoccupi".
"Ma... quello cancella la memoria...?".
"Solo gli ultimi anni, niente di grave. Poi sarà guarito".
"No! Mia moglie, i miei bambini.. No!"
"Non tema, li abbiamo già analizzati, nessun pensiero autonomo, sono sani. Possiamo ancora contenere il contagio".
"Ma non mi ricorderò di loro!"
"Preferisce infettarli con i suoi nuovi pensieri?"
"Sì, certo!"
"Vede? Ormai è fuori di sé. Si appoggi che la zappiamo per benino, ci vorrà un minuto".
"Ci dev'essere un altro modo, mi stia lontano con quel coso".
"Non c'è altro modo. Ecco, se non sta fermo rischia di perderla tutta la memoria".
"Devo star fermo mentre mi trasformate in uno zombie?"
"Non so cosa siano gli zombie signore. Probabilmente è l'infezione che la fa straparlare. Iniziamo in cinque secondi".
"No! Fermatevi!"
"Cinque".
"Aiuto! Aiutatemi!"
"Si rilassi, in fondo lo sa anche lei che è la cosa migliore".
"No!"
"Tre".
"Non potremmo almeno parlarne? Vi prego".
"Due".
"Uno".
"Fermatevi, state facendo un errore!"
"Zap!"

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