settembre 03, 2012

Il sapiens frizato

Ancora quel formicolio. Sottocutaneo. Che non ti fa dormire. Anche oggi è lì con te, con quel suo ci-sono-non-ci-sono, che quando tocchi non c'è più, quando ti rilassi lo senti ovunque. No. Ecco. Non ovunque. Segue schemi ben definiti. Ecco. Non infastidice a caso. No no. Inizia dalle zampe quando sei steso là, a tentare di dormire. Poi risale lentamente lungo la schiena, arruffandoti i peli e peggiorando di secondo in secondo, fino a distrarti dal sonno.
Desto tuo malgrado, decidi quindi di dargli la caccia, lo vuoi prendere di sorpresa, ti libri all'improvviso nell'aria e con un doppio tuffo carpiato tenti il tutto per tutto quando, ecco, niente: è già fuggito. Di nuovo. Scatti, corri per tutta casa, zompi istericamente di qua e di là per verificare e, sì, è proprio sparito. Allora ti fermi sul ciglio del comò, ti guardi intorno, dopo un minuto privo di eventi affoghi in uno sbadiglio. Svogliato e stanco vai di là ad annusare qualche avanzo rinsecchito, poi ti trascini sul divano, controlli i sapiens, come sempre immobili davanti a un qualche display, chiudi le palpebre e con un gran sospiro, ecco, finalmente ti rilassi. Puoi dormire. Ma è proprio in quel momento che lo senti di nuovo, questa volta sulla pancia, che ti risale fin quasi sotto il mento. Socchiudi gli occhi, stavolta non ti farai fregare, aspetti, tanto andrà via da solo.
Deve.
E invece no.
Continua, anzi, è quasi una vibrazione, ora. Scuoti una zampa per un istante, poi un'altra, ma lui è sempre là. Agiti la coda, ma è tutto inutile. L'idea. Guardi il sapiens frizato dalla tivù, ti strascichi sul cuscino, verso la sua mano, ti giri pancia sopra e aspetti. Ecco, quelle dita carezzano, no ecco, grattano, ecco, ecco, il formicolio se n'è quasi andato. In pochi istanti gli occhi ti si chiudono mentre quella mano continua a massaggiarti, ecco, è piacevole, ah sì, ancora un attimo, ecco il sonno, ecco, ci siamo, finalmente puoi dormire, ma aspetta! No, c'è qualcuno in cucina, proprio ora. Gli occhi ti si aprono, le orecchie si tendono, ti sorprendi a leccarti i baffi e un istante dopo sgusci tra quelle dita e in due salti sei davanti al tuo piattino, ricolmo di croccantini appena usciti da chissà dove. Fragranti. Ti ci fiondi, li sgranocchi come puoi, ti riempi, paghi l'obolo inarcando i lombi e guardando il sapiens foraggiatore con falsa gratitudine, e ti riporti poi senza fretta sul divano. Ecco, ora, satollo, puoi dormire davvero, le palpebre sono pesanti, ti abbandoni ai tuoi sogni, ci stai entrando felicemente, micie sexy ti guardano, e che colori!, ma ecco che proprio nel momento migliore senti qualcosa che dalle zampe risale lungo la schiena, che ti sveglia. No! Un altro formicolio. Agiti le orecchie, scuoti le zampe, lanci la coda di qua e di là, ma non aprirai gli occhi, stavolta non gliela darai vinta, non ti strapperà ai tuoi sogni, alle tue gatte colorate e formose, no, no!