giugno 16, 2012

Il cuoco, il bimbo e Dio

(cuoco, rappa) Ho un bimbo da spezzare, sai, un lavoro mica male, ma richiede molto tempo, bisogna saper fare, rende bene fare male.
(coro, melodico) "Ma come faiiiii ad agire cosiiiii? Non ti vergogniiiiiii?"
(cuoco) Non capisci una fava, quel bimbo non va avanti, lo prendi per favore, dammi i polsi cicciolino, chiudi gli occhi ragazzino, il colpo sarà duro, uscirà molto sangue, sarai quel che serve a noi.
(coro) "Ma come faiiiiiiii a schiacciarli cosiiiiiii?"
(cuoco) Me li prepara la tv me li saltano in padella escono da scuola sono già nella merda, io do' solo una forma, un tubo una rondella, li infilo nel siluro e li esplodo quando posso, mi pagano per farlo, non è mica colpa mia.
(coro):" Il mondoooo è un posto cosiiiiiii..."
(cuoco) Vedo che hai capito, ti sei divertito, ho un bimbo da spezzare, un grande da formare, un cliente da agganciare, un umano da tornire.
(coro): "Un altro cosiiiiiiiiii?"
(cuoco) Basta un po di sedano finocchi e cipolla, un grande pentolone, sale noia e marmocchi, infili tutto dentro, aspetti qualche ora, aggiungi un po' di pepe, i tuoi uomini son cotti.
(coro): "Maaaa che faranno poiiiiiiii?"
(cuoco): Saranno uomini adulti, pronti al carnaio, venderanno il loro tempo, riempiranno il loro spazio, compreranno e mangeranno, e si riprodurranno, così quando moriranno, avrò siluri da riempire, pentole e imbuti, una cucina tuttofare, con tanti bimbi da condire.
(coro): "Ma tu chi seiiiii?"
(cuoco) Sono un operaio, m'hanno messo alle cucine, carni tenere da condire, resti di quand'erano bambini, roba dolce roba buona, la metto qui in cantina, la lascio maturare, trentanni sta là dentro e poi la porto su. Ci fanno grandi feste, Dio Cesare e ognissanti, la sgranocchiano contenti e ridono tutti quanti. Ho un bimbo da spezzare, devo prelevare roba dolce roba buona, che serve al mio padrone. A voi lascio tutto il resto, un cuore un cervello, un pisello tuttalpiù, uno sguardo un po' da fesso.
(coro): "Io non ci credoooooo, non può essere cosììì".
(cuoco): Non rimango qui a parlare, ho un bimbo da spezzare, un altro da condire, buon succo da succhiare, lo devo stagionare, e portarlo fin lassù, non posso più parlare, io devo lavorare, mica perder tempo con chi non vuol capire, tu dai continua a comprare, a trombare ad arraffare, apriti la tomba e tuffatici dentro, la tua parte dolce e buona, scusa sai ce l'ho in cantina, matura qui da tempo, poca luce e umidità, un bel timbro su di un lato, un altro umano c'è passato.
Avanti il prossimo miei cari, ho un imbuto da riempire, ho un bambino a colazione.

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