febbraio 21, 2012

Sono le 6:00

E sto di traverso sul lettone con i piedi scoperti e le spalle a penzoloni dall'altra parte. Tengo con le mani questa tastierina mentre il sangue va alla testa. Sotto sento Enrico che si alza, il mio vicino, e qui di lato invece il cane che russa. Ecco, rileggo la mail inviata stanotte. Così, a testa in giù, mezzo al freddo, incerto se alzarmi o svenire, spero che una risposta arrivi, quale che sia.
Già, son troppo vecchio per fare il tennista, il pilota e l'astronauta ma sediovuole ho ancora qualche anno per attendere un segno di vita, come a dire che sì, dopo tutto, in questo tempo lontani si è vissuto ugualmente. E che nel tempo che resta si continuerà a farlo.
Mi sa che, nel mentre, sverrò.

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