La Cronaca di Qui racconta che in quel giorno di quell'anno il signor Boh si fosse stufato di aspettare Comesi, la moglie.
Lo aveva piantato di buon mattino mentre lui ancora si frugava nelle braghe ed era uscita per andare al mercato. Ormai eran quasi due ore e il signor Boh non era certo tipo da ammuffire tra quattro pareti. Nossignore, non quando fuori c'era il primo Sole stanarettili della primavera. Già sapeva, il signor Boh, che attardandosi tra verze e finocchi la moglie doveva aver finito per incontrare qualcuno, Chissachi o Chilaconosce di sicuro, finendo per dimenticarsi di lui. Alla sua età qualefosse, il signor Boh aveva stabilito che nessuno a parte lui avrebbe mai più deciso del proprio tempo, neppure la moglie. Quindi uscì e sarebbe rientrato solo quando l'ispirazione, la fatica o lo stomaco lo avessero risospinto verso casa.
Dicono che quella mattina si fosse fermato al bar come sempre e che poi, già verso ora di pranzo, si fosse diretto per una passeggiata sulla sterrata di Belposto, dove aveva incrociato e salutato con un gran sorriso la giovine Chimaisara, la maggiore delle figlie di Quellola. E fu l'ultima volta che venne avvistato nel territorio di Qui.
Di lui non abbiamo avuto altre notizie negli ultimi tre anni. Dato per disperso, è stato cercato da tutti, dalla televisione e anche dalle forze dell'ordine ma niente, del signor Boh si è persa ogni traccia. Persino Comesi col tempo ha dovuto farsi una ragione dell'accaduto e iniziare ad incassare la pensione di reversibilità.
Tutto ha taciuto fino a questo pomeriggio, quando il signor Machiè è tornato da una escursione all'isola Bisencosa nel lago di Mandosta, con notizie talmente straordinarie da avermi indotto ad aggiornare la Cronaca.
"Ci stavamo godendo il sole - ha raccontato Machiè al bar - quand'ecco che mi si para davanti, non vi dico chi.. Non ci potevo credere..." - "Dicci dicci" - chiedevano gli occhi le bocche e le orecchie di tutti - "dicci che non stiamo più nella pelle" - "Beh a pochi passi dalle mie figlie" (e qui Machiè ha fatto roteare le pupille cilestri così in alto in basso a destra e sinistra da quasi nasconderle, per essere sicuro che a nessuno sfuggisse l'enormità a cui aveva assistito) "c'era nientepopodimeno che il signor Boh". "Nooo, non è possibile" - dicevano più o meno tutti con grugniti, movimenti del corpo, mani alzate - "E' morto da anni" - dichiorno. "Te lo sei sognato" - sdissero.
giugno 16, 2026
giugno 15, 2026
Ci siamo
---Commissariato Burette. La task force
Sì sì, il popolo del fango. Non sappiamo niente di loro, zero totale. Appaiono senza preavviso. L'ultimo episodio è stata una fermata del bus regionale sulla Costa Verde. Almeno trenta persone.
- Che sappiamo di come agiscono?
Abbiamo una teoria. Che siano scavatori eccezionali, capaci di costruire in tempi rapidissimi reti di cunicoli nella terra umida, tunnel strettissimi, invisibili, come buchi di fango.
- Ma perché?
Ci si nascondono dentro, nella terra. Aspettano le loro vittime e poi agiscono con una velocità impressionante. Si crede che non emergano neppure, nessuno li ha mai visti. Afferrano le vittime per i piedi e in un attimo vengono trascinate di sotto, spariscono nel fango, letteralmente. Di loro non sappiamo più nulla. Non lasciano tracce, e comunque niente di utile per identificarli.
- Trenta persone...
Ci hanno messo pochissimo, forse poco più di un minuto. Lo chiamano "il fango con le mani". Non lasciano scampo. Li han presi tutti. Pensiamo sapessero quanti sarebbero stati a quella fermata dell'autobus, in quale momento, e si sono preparati, magari da giorni.
- Che ci fanno con i rapiti?
Non sappiamo nulla. Non sappiamo cosa li spinge, non sappiamo che fine facciano le loro vittime. Sappiamo che non lasciano tracce utili. Molti dei rapiti, beh sappiamo chi siano, ormai parliamo di diverse centinaia di persone, insomma non sono mai riapparsi. Spariti nel fango, letteralmente.
--- Costa Verde, fermata del bus regionale
(Non può essere una mano. Cavolo sembra proprio una mano. Magari sono dei sassi. Dovrei avvertire qualcuno. Ma non è una mano, ti pare? Certo con questa pioggia si dev'essere mosso di tutto qua intorno. Sì forse è organico, ma non mi pare una mano, è sicuramente vegetazione. Ma non è che l'autobus è in ritardo anche oggi no? Ah no, eccolo, era ora.)
"Ma..? Cosa? Aiu- "
(oddio! aiuto! non vedo nulla, ci sono due mani che mi stringono le caviglie, vengo trascinato sottoterra, scivolo giù, mi fanno scivolare giù. sto passando attraverso un cunicolo stretto, ho la faccia immersa nel fango, tutto immerso nel fango, mi sento immobilizzato dalla paura)
--- a casa loro
(devo essere svenuto. ma dove sono? ho una benda sugli occhi, intravedo forse della luce. sì, ci dev'essere molta luce. sento lamenti. gente che piange. che tossisce. sono tanti. siamo tanti. dove sono finito? qualcuno mi ha legato le mani, i piedi, ma perché? che succede?)
(c'è come un'eco... forse è un capannone, un magazzino? sì forse sì, un ambiente molto grande sicuramente. c'è una umidità pazzesca. dove sono? ci hanno rapito? ci uccideranno? mi sento debolissimo. forse mi sto adattando all'adrenalina)
* Prendiamo quello là, quello grosso. Sì quello là.
(ma che stanno facendo? dev'essere una stanza molto grande. ce l'hanno con qualcuno accanto a me? ma quanti sono? quanti siamo? perché? devo ragionare. devo respirare, mantenere la calma, capire che succede)
(ma che volete? lasciatemi stare! non riesco a parlare, non riesco nemmeno ad emettere suoni. mi afferrano, ma che vogliono?)
** Si sta svegliando.
* E' andata bene, guarda quanta ciccia.
** Sì sì, ma è tutto grasso alla fine.
* Il grasso è buono però.
(cosa? ma che dicono? mi hanno tolto i vestiti, mi hanno legato, se almeno potessi parlare! ma parlano di me? perché mi tastano? cosa vogliono? aiuto! basta! basta! quelle mani, cosa vogliono da me? perché mi tastano dappertutto? anche il pisello, le palle, ma che vogliono? lasciatemi stare!)
* Da dove iniziamo?
** Io andrei col culo, bello rotondo, bello grosso.
* Ha dei bei polpaccetti però eh, hai visto? Qui c'è tanto muscolo oltre alla ciccia eh.
** Sì, stavo notando anche io, forse è la parte migliore.
* Iniziamo da lì dai.
** Ma guarda anche che bei coglioni che ha.
* Anche quell'uccellino promette bene.
** Passami quello là. No, non questo. Quello corto, con la punta a esse.
(mi divincolo, cerco di allontanarmi strisciando sul sedere. sento delle persone dietro di me. vi prego. no, vi prego. mi bloccano la retromarcia. ora ci sono mani sulle mie ginocchia. lasciatemi andare vi prego, no! no! mi allargano le gambe. non farlo! no! no! vi prego!)
Sì sì, il popolo del fango. Non sappiamo niente di loro, zero totale. Appaiono senza preavviso. L'ultimo episodio è stata una fermata del bus regionale sulla Costa Verde. Almeno trenta persone.
- Che sappiamo di come agiscono?
Abbiamo una teoria. Che siano scavatori eccezionali, capaci di costruire in tempi rapidissimi reti di cunicoli nella terra umida, tunnel strettissimi, invisibili, come buchi di fango.
- Ma perché?
Ci si nascondono dentro, nella terra. Aspettano le loro vittime e poi agiscono con una velocità impressionante. Si crede che non emergano neppure, nessuno li ha mai visti. Afferrano le vittime per i piedi e in un attimo vengono trascinate di sotto, spariscono nel fango, letteralmente. Di loro non sappiamo più nulla. Non lasciano tracce, e comunque niente di utile per identificarli.
- Trenta persone...
Ci hanno messo pochissimo, forse poco più di un minuto. Lo chiamano "il fango con le mani". Non lasciano scampo. Li han presi tutti. Pensiamo sapessero quanti sarebbero stati a quella fermata dell'autobus, in quale momento, e si sono preparati, magari da giorni.
- Che ci fanno con i rapiti?
Non sappiamo nulla. Non sappiamo cosa li spinge, non sappiamo che fine facciano le loro vittime. Sappiamo che non lasciano tracce utili. Molti dei rapiti, beh sappiamo chi siano, ormai parliamo di diverse centinaia di persone, insomma non sono mai riapparsi. Spariti nel fango, letteralmente.
--- Costa Verde, fermata del bus regionale
(Non può essere una mano. Cavolo sembra proprio una mano. Magari sono dei sassi. Dovrei avvertire qualcuno. Ma non è una mano, ti pare? Certo con questa pioggia si dev'essere mosso di tutto qua intorno. Sì forse è organico, ma non mi pare una mano, è sicuramente vegetazione. Ma non è che l'autobus è in ritardo anche oggi no? Ah no, eccolo, era ora.)
"Ma..? Cosa? Aiu- "
(oddio! aiuto! non vedo nulla, ci sono due mani che mi stringono le caviglie, vengo trascinato sottoterra, scivolo giù, mi fanno scivolare giù. sto passando attraverso un cunicolo stretto, ho la faccia immersa nel fango, tutto immerso nel fango, mi sento immobilizzato dalla paura)
--- a casa loro
(devo essere svenuto. ma dove sono? ho una benda sugli occhi, intravedo forse della luce. sì, ci dev'essere molta luce. sento lamenti. gente che piange. che tossisce. sono tanti. siamo tanti. dove sono finito? qualcuno mi ha legato le mani, i piedi, ma perché? che succede?)
(c'è come un'eco... forse è un capannone, un magazzino? sì forse sì, un ambiente molto grande sicuramente. c'è una umidità pazzesca. dove sono? ci hanno rapito? ci uccideranno? mi sento debolissimo. forse mi sto adattando all'adrenalina)
* Prendiamo quello là, quello grosso. Sì quello là.
(ma che stanno facendo? dev'essere una stanza molto grande. ce l'hanno con qualcuno accanto a me? ma quanti sono? quanti siamo? perché? devo ragionare. devo respirare, mantenere la calma, capire che succede)
(ma che volete? lasciatemi stare! non riesco a parlare, non riesco nemmeno ad emettere suoni. mi afferrano, ma che vogliono?)
** Si sta svegliando.
* E' andata bene, guarda quanta ciccia.
** Sì sì, ma è tutto grasso alla fine.
* Il grasso è buono però.
(cosa? ma che dicono? mi hanno tolto i vestiti, mi hanno legato, se almeno potessi parlare! ma parlano di me? perché mi tastano? cosa vogliono? aiuto! basta! basta! quelle mani, cosa vogliono da me? perché mi tastano dappertutto? anche il pisello, le palle, ma che vogliono? lasciatemi stare!)
* Da dove iniziamo?
** Io andrei col culo, bello rotondo, bello grosso.
* Ha dei bei polpaccetti però eh, hai visto? Qui c'è tanto muscolo oltre alla ciccia eh.
** Sì, stavo notando anche io, forse è la parte migliore.
* Iniziamo da lì dai.
** Ma guarda anche che bei coglioni che ha.
* Anche quell'uccellino promette bene.
** Passami quello là. No, non questo. Quello corto, con la punta a esse.
(mi divincolo, cerco di allontanarmi strisciando sul sedere. sento delle persone dietro di me. vi prego. no, vi prego. mi bloccano la retromarcia. ora ci sono mani sulle mie ginocchia. lasciatemi andare vi prego, no! no! mi allargano le gambe. non farlo! no! no! vi prego!)
giugno 06, 2026
Qui, in Paradiso
C'è un'aria che inizia con un movimento lento e che poi, per un istante, è disturbata da un rapido clangore di metallo, che da solo cambia per un attimo e per sempre i colori del mondo. Oggi qui è stata una mosca a dipingere con un ronzio rapidissimo le fronde degli olivi al vento, così inatteso e opportuno da svuotarmi il cuore di ogni domanda. E ora c'è un merlo che getta i miei pensieri sotto la luce del giorno, e il sole li prende e li sfarina, uno appresso all'altro, fino a renderli polvere. E tutti quei verdi che si muovono lenti, ecco, quelli stan lì a creare spazi nuovi dentro di me, proprio qui, in Paradiso.
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