Tra tue colline profumate scorre il fiume mio.
Guardati, come potrei mai lasciarle?
Cosa crescerebbe nel cuore se strappo via giunco e marasche?
E questo cazzo enorme, cosa dovrei farci?
Corro al sovescio seduto sul diesel. A ogni zolla sobbalzo, e grugno per i pensieri tuoi, e i miei.
Con te lontano la terra avrà aria soltanto. È questo che ci aspetta? Come ci nutriremo?
Lascia invece che ti segua nell'erba, che ti fiuti come un elefante cieco, che sia il mio avorio ad affondare le tue morbidezze.
Non vedi? L'aurora già scappa il cinghiale, l'acqua s'accorge di noi, ti sfiora, anche lei felice di bagnarti.
Gli uccelli cantano, è giorno di nuovo, la campagna s'abbraccia. Finalmente zuppi ci baciamo.