luglio 20, 2016

Il duello dell'orrido fessurro

Tra la mano destra scheletrata, cà tenìassù la lunga falce, e la spalla sinistra, cà teniassù un cencio polveroso come di coperta strausata, immoti stavan due buchi poggiati su di un fessurro di pietra bianca che, a guardarlo d'angolo, potea sembrar che la lapide fosse d'una faccia e la faccia stea scolpita un sorriso. E di lì dentro, tra labbri di marmo, una voce annunziò: "sono la Morte".

"E la Peppa!" esplos'io così, all'impronta, e tutti quanti d'intorno silenti m'annuirono, guardando imperò mica me, loraltri impalati, ma quella, e all'insieme balzonno all'indietro, scoprendomi cos'io, solsoletto, dinanzi all'orrido fessurro.

"Nun sei umpò nana p'esse la Morte?" celiai veloce con ironia spessa. Si dice infatti che la Peppa sarìa di pronta risata e che più grasso foss'ello ridere tanto più alla falciata scampar sarea possibile. Lo chiesi così, consù il sorriso di chi tiene l'ovvio per sé come l'ovvio per tutti, ma con davanti tanta sfida - la Morte persino - che quell'ovvio dentro mi scricchiolava, sicché le parole m'uscirono colorate fasulle pur s'adeguate: vero che il filo lucente della mezzaluna assai piùnsù andava del suo capo, tanto ch'el lungo manico nodoso tra le sue dita d'osso, per quello e per l'età, parìa d'appoggio ben pria che di minaccia.

Alch'ella mi squadrò tutto quant'ero con l'occhi suoi, celati nei buchi neri, poi sporgeqquette dalla vesta la carne piccicata d'un suo piede morto, e infine disse: "Che me stai a cojonà? Eh salsicciotto mio bello?" con un dito accompagnandosi da lei verso di me fin quasi a puntarmelo sul naso. "Il tempo tuo s'è fatto, grasso giovìne, dì l'ultima cosa alla lama mia" e menò un fendente spostandosi tutta da un lato, affidando alle due mani lo strumento. Ma la vecchiezza e il gesto antico, prevedibile, diedommi l'opportunità di rotare d'ambidestro testa culo e tutto il resto, sicché la lama vidi sgusciarmi vicino e lontanarsi di nuovo senza preda sul suo filo.

La guardai n'istante, sorpreso e perplemuto ma gonfio anche e di speranza mentre l'omini di prima, che m'avean bandonato solsoletto al cospetto di Colei, or m'applaudinno a distanza, sollevati non perch'io avìa schivato ma perché s'era mostrata lenta e superabile l'ossuta arcinemica: "se salvarsi puote un tal ciccio" - pensonno in tanti - "alor'io che son presto e levigato c'ho più tempo assicurato".

Ella si scompose, si girò ad osservarmi e accadde l'inaudito, ché una lacrima intera vidi sortire dal buco suo di sinistra, poi un'altra e un'altra ancora finché nuove gocce uscirno anco da quello di destra. E le lacrime prima si fecero rivolo, poi torrente e infine fiume: del pianto dirotto proprio non si vidìa la fine, tanto ch'io fui colto da compassione, ché nulla smuove l'animo mio più d'una vecchia che singhiozza, seppur con volto d'osso e di fessurri e di lapide bianchiccia. Sicché d'un passo m'appropinquetti ed intervenni: "Signormia che le prende, tant'anime avrà da cogliere in quest'epoca di pazzi. Suvvia non disperi, col prossimo l'andrà bene, anzi prevedo che l'andrà come sempre andette". Ella si girò inconsolabile, come a coprirsi la vergogna del pianto, "non puoi capire, tu cicciuto giovine". Blaterando, lamentosa e pudìca mi voltò le spalle sicché quasi in un abbraccio pensai di prenderle, così da confortarla tapina come m'apparve.

Tant'era io involto nel suo soffrire così plateale e magistrale, che non m'avvidi ch'ella s'era girata non per pudore né per lasciarmi, no, l'avea fatto per celarmi i suoi piani e poi rotare su se stessa con la forza sua tutta e in velocità puntarmi un'ultima volta la fatale mezzaluna. Sicché m'avvidi di quel taglio lucente giunger da lei a me ma non fui più capace d'evitallo ed ella m'affondò strepitando: "t'ho fregato".

Così andette il duello dell'orrido fessurro e l'ultimo respiro mio, ma tu che leggi ricorda il trucco, colle lacrime della Peppa non t'infangare, quello scheletro non ti muova a pietà, anzi il cervello tieni contrito e il corpo lesto: la Morte s'è invecchiata, che tutti sappiano, e ricordino il ciccione che lo scoprì.

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