gennaio 21, 2016

Il tempo con te dentro

Vièquì quancia pafuta, ché un bacio ti speta, apropinquati và, lanugine sòfice fàmmàssaggiare.
Quadrami con l'occhi tuoi beli:
lo cervello, mi vedi?, st'aqqasciato s'un lato, come stallone affannato riposa, in attesa d'un segno.

Tu sì lo posto più mobido pel naso, pela boca e anche pel resto, muov'ora la manina tua forte, così da destarne il nitrito, fa ché addòso ti scàlpiti fino al meriggio.
Dal su al giù e all'inverso finquando, stanc'affamati, qual lasagni sudati, l'uno sul'artro cadremo.

Ma è presto, Sole non ce n'è. Così propri'ora t'addormi, dilegui in un soffio soltanto.
Sotto sòfici palpebre respiri, lasci che bàci anchélle, ché il mio bacio vàia con te laddietro, ché l'amor mio sia tuo anche nel sogno.
Al tuo risveglio sarò qui, mia pafùta quància, sul fianco disteso, con un bacio in sospeso, sarà tuo se vorrai.

Lo so: rinverrai ridénte con sguardo e ménte, co' baci miei trarr'récchio e spalla, tra braccio e naso e labbra.
Lo so: mi quadrerai silente mozzandom'il fiato, t'àrquerai strizzandoti per secondi e secondi, dal tuo abràcio m'avrai al tuo petto stregato e al tuo coscio disceso, a rimirar comete e stelle e cose grandi e belle.
Questo è il tempo con te dentro: luce a fiotti e caldo intenso.

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