giugno 29, 2013

Sotto questo sole

"Tesoro che fai?"
"La palla mamma, attentaaaaa".
"Oh ma che cavolo!"
"Scusa mamma".
"Ma che fate qui fuori? Con questo sole".
"Calcio. I rigori. Ciccio sta in porta e io cerco di segnare".
"Ma perché? Non ti piacciono i videogiochi? Dai tornate dentro, è tutto pronto, potete giocare a calcio sul sofà con la console no?"
"Ufff, va bene mamma".
"Bravo tesoro, anche tu Ciccio dai andate subitodentro. Ora vi faccio anche una bella cioccolata. Ecco, il pallone torna in soffitta. Vai Ciccio accomodati sul divano, la play è già accesa, giocate, io vado un attimo in cucina".

"Amore che hai? Sembri sconvolta".
"Scusa caro, ma i ragazzi stavano giocando fuori".
"Con questo sole?"
"Ti rendi conto?"
"Li hai sgridati!"
"Mannò, che vuoi che dica, li ho fatti rientrare, ora giocano con la play".
"Ma come han fatto ad uscire?"
"Non ho sprangato la porta sul retro l'ultima volta".
"Con questo sole?"
"Sai, per un attimo, non ti succede mai? Me ne ero dimenticata. A volte succede".

"Ecco le cioccolate ragazzi".
"Quando potremo uscire mamma?"
"Ancora? Sei già uscito mi pare. Anche se sai che non devi".
"Ma io voglio uscire, correre all'aria aperta, inseguire gli uccellini".
"Quali uccellini?"
"Senti che fanno cipcip ogni tanto? E anche tz-tz-tz?"
"Tesoro mio, bambino mio, lo sai che non ci sono uccellini sopravvissuti, quelli sono gli altoparlanti ambientali che diffondono nelle strade".
"Con questo sole..."
"E' così tesoro".
"Ma allora non potrò più uscire?"
"Come no, certo. Di notte, come tutti".
"Mai di giorno?"
"Non vorrai fare la fine degli uccellini".
"Va bene mamma, ho capito".
"Bravo tesoro mio. Un'altra cioccolata? E tu Ciccio?"
"Grazie signora, ma devo tornare a casa".
"Con questo sole?"
"Se non torno verrà sicuramente mia madre a cercarmi. E con questo sole non ce la farà".
"Ma nemmeno tu Ciccio".
"Io sono giovane, ce la farò, è solo un chilometro, andrò di corsa".
"Oddio Ciccio, se potessimo telefonare a tua madre".
"Magari signora. Ma non si preoccupi, io reggo il sole benissimo".
"Ma le ustioni? Te ne riempirai!"
"Sono abituato signora".
"Aspetta la notte Ciccio".
"Non posso Saimin, sai com'è mia madre".
"D'accordo. Ma almeno corri fino a casa".
"Ci proverò".
"Ti seguiremo dalla finestra della mia stanza".
"Bene. Grazie di tutto signora. Ciao Saimin".

"Ce la farà mamma?"
"Lo spero caro. Lo spero tanto. Il sole è allo zenith".
"Eccolo là, sta correndo".
"Bene, nonostante la mole è veloce".
"Mamma mi sembra che stia rallentando".
"Probabilmente sta prendendo fiato".
"Ora cammina".
"Oddio Saimin, sta sbandando, non si regge in piedi!"
"E' caduto! E' immobile ora! Mamma dobbiamo salvarlo!"
"E come? Guarda, si muove ancora".
"E quella chi è?"
"Dev'essere sua mamma, Saimin, vedi che lo aiuta a rialzarsi?"
"Anche lei barcolla però".
"Ora ce la faranno, ecco, hanno ripreso a camminare".
"Povero Ciccio".
"Eh questa bravata gli costerà caro. Avrà ustioni ovunque. Anche la madre".
"Ecco, stanno entrando in casa".
"Meno male Saimin, è andata".
"Però non capisco mami, perché la mamma di Ciccio voleva che rientrasse in pieno giorno?"
"Non lo so Saimin. A volte, senza volere, ci dimentichiamo le cose, non ricordiamo quello che è successo, lo rifiutiamo, senza accorgercene torniamo a com'era una volta. E in quel momento la mente gioca brutti scherzi. Tanti sono morti così, e succede ogni giorno".
"Come prima? Che eravamo fuori a giocare?"
"Esatto. Meno male che me ne sono accorta".
"Sono felice di averti, mamma. E anche papà".
"A proposito.. Caro? Dove sei? Strano, lo avevo lasciato in cucina..."
"Mamma c'è la porta di casa aperta!"
"Cosa? Oddio un biglietto".
"Che dice?"
"Vado a fare una passeggiata, magari compro qualcosa per stasera".
"E' uscito!"
"Con questo sole?"
"Mamma, non è che ha dimenticato anche lui come noi prima?"
"Oddio. Tesoro. Credo di sì".
"Oh mamma!"
"Mio piccolo Saimin. Ora siamo rimasti in due".
"No! No! Tornerà!"
"Non può succedere Saimin. Se credeva di arrivare al supermercato... son più di sei chilometri da qui. Non può farcela tesoro. Oh amore mio che hai fatto".
"Questa notte andiamo a cercarlo".
"Certo Saimin. Ma potrebbero trovarlo prima i raccoglitori".
"Quelli che sgombrano le strade?"
"Eh sì. Ogni notte tanti corpi vengono presi su e trasportati alle fosse. Tutti quelli che han dimenticato e sono andati fuori con questo sole".
"Oh mamma! Anche papà! Quando finirà!?"
"Non lo so Saimin caro. Mamma non lo sa".
"Papà!"
"Non disperarti tesoro mio, è andato in un posto migliore. Ora starà bene, vedrai, sole o non sole".
"Sai, dovevamo andare insieme al canyon oggi".
"Davvero?"
"Me lo aveva promesso da tanto tempo".
"Non ne sapevo niente".
"Perché non andiamo noi mamma?"
"Certo. Andiamo. E' una bella passeggiata, non la faccio da tempo".
"Quanti chilometri saranno mamma?"
"Cinque. Forse sei".
"Andiamo?"
"Certo figliolino mio, è tanto che non uscivo col mio ragazzo. Forza, il canyon ci aspetta!"

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