maggio 14, 2013

Caliserte e Tersepote

"Riesci davvero a immaginare che io... e quella... sapendo di noi...?"
"E allora perché dice una cosa del genere?"
"Genandro è un tipo strano, mica è la prima volta".
"Cioè?"
"Ha anche detto nell'agorà che Amedene e Afrippe se la intendono, se capisci cosa intendo".
"Ma daiiii... Immagina se loro.."
"Appunto. Ma lo scandalo c'è stato lo stesso".
"Quindi è una ciancia , Caliserte?"
"Ti basta che io neghi? Se questo è quel che vuoi Tersepote, allora sì. Lo nego. Leggi le mie labbra: non ho mai fatto sesso con quella donna. Non ricordo neppure il volto di questa Levinsca con cui ci sfavella Genandro".
"L'hai ricevuta nel tuo palazzo l'anno scorso".
"Me l'han detto. Non lo ricordavo nemmeno".
"Bene. Mi fido".
"Sarebbe bello se questo bastasse, mio giovane amico, ma il sospetto già cova dentro di te e si nutre del tuo sangue".
"Ho detto che mi fido".
"Lo so. E' quello che vuoi. Vorresti davvero fidarti. Ma è più forte il dubbio. Stanotte, quando da solo abbraccerai il cuscino di erbe che ti ho portato in regalo, chiuderai gli occhi pensando a me. E un attimo dopo penserai a questa Levinsca. Magari la sognerai, chissà".
"E allora?"
"E allora niente, Tersepote. Siamo così vicini, tu ed io, ma la verità è che qualsiasi cosa io dica non potrò cancellare il dubbio".
"Ammesso che sia così. Ora che facciamo Caliserte mio?"
"Sono disarmato. Ci sono veleni che uccidono all'istante, ce ne sono altri, invece, che prima velano i tuoi occhi e poi, col tempo, prendono possesso del tuo lògos. E quando questo accade nulla più può essere fatto".
"Ma ci sarà una soluzione, per Artemide!"
"Lascia stare gli dei, a cui interessiamo ben poco. Guardati invece allo specchio, pensa a ciò che provi quando stai con me, che è quello che provo anch'io, dolce Tersepote. Chiediti se c'è altro che importi davvero".
"E il dubbio? La sete di verità? Non verranno comunque a cercarmi nella notte?"
"Vedi Tersepote, quando il sole è basso come ora, la sua luce illumina il tuo viso di traverso, bello come certe creazioni di Fidippo. Sembra un volto diverso da quello di stamattina, o di oggi pomeriggio".
"Che vuoi dire? Che la sera incombe e il tuo desiderio rende più attraenti le mie guance?"
"Che la verità delle cose non è mai una sola, cambia con le stagioni, addirittura muta ogni giorno più volte. Se la farai entrare di notte, vedrai quella verità che sfugge al sole. E così facilmente potrà ghermire il tuo lògos".
"Se è la verità..."
"Nel buio anche il lume più incerto sa dominare il tuo sguardo, addirittura occuparlo interamente. Alla luce del sole, invece, ogni cosa è, ed è indistinguibile. Non è ancora notte. Guardati intorno, e nei tuoi sogni porta ciò che brilla così tanto da catturare la tua passione anche quando il sole brucia. Vedi una verità?"
"Ne vedo molte, alcune si confondono, altre son tanto simili l'una all'altra da sembrare uno stesso fiore.. e.."
"Come se da un solo fusto si animassero fiori diversi, non è vero?"
"Sì".
"E cos'è vivere se non questo? Forse che la tua natura è dissimile dalla mia o da quella degli dei? O che il tuo sguardo vede altro che io non possa vedere?"
"Mi ci perdo Caliserte".
"Per tutti è così. Poi però viene il buio ed ecco che una luce fioca da qualche parte illumina una casa affollata o un battello attardatosi nella sera, come se quella casa o quel battello fossero tutto ciò che c'è".
"Ma non è vero, perché con il sole vediamo che c'è molto di più".
"Ecco Tersepote perché ti dico di non sorridere per me perché ti fidi, ma di gioire per noi, perché ora sai che non è una chiacchiera oscura a decidere di te e di me, ma son tutte le verità che stiamo guardando abbracciati l'uno all'altro, e che brillano sotto al sole, mosse dal vento".
"Ti amo Caliserte".
"Anch'io sai, giovane amico mio".

Nessun commento:

Posta un commento