aprile 18, 2013

La vera storia di Bétha MacOllah

"Ho visto mio nonno scomparire nel nulla".
"Eh? Vuoi dire che è morto?"
"Non capisci. E' scomparso. Si è volatilizzato, anzi vaporizzato, una nuvoletta di fumo che poi si è dispersa nell'aria".
"Come nei film?"
"Ma sei...? Ma ti sembra il modo di... Diosanto, ma perché ne parlo con te?"
"Sono l'unico con cui puoi parlarne senza finire internato. E scusami. Non volevo... continua ti prego".
"Eravamo in soggiorno, parlavamo, e ad un certo punto l'ho visto.. capisci? Scomparire".
"Non sono sicuro di capire Johnny".
"Non c'era più. Quando è sparito sono scattato verso di lui, come per trattenerlo, ma non c'era niente da afferrare, c'era solo una nuvoletta di vapore. Era andato. Sulla poltrona solo il plaid che aveva sulle gambe".
"Qualcun altro lo ha visto scomparire?"
"No".
"Chi è l'ultimo, oltre a te, che ha visto tuo nonno?"
"Immagino Gerentano Troglietti, il medico del paese. Almeno credo".

"Risla Hocib MacOllah. Le dice niente dottore?"
"Come no? Lo scozzese. Come dimenticarlo. E' stato mio paziente".
"Non lo è più?"
"Ispettore, non so da voi come lavorate.. Ma dovrebbe saperlo. Risla è morto quindici anni fa".
"Deduco che non ci abbia più parlato da allora".
"Scusi?"
"No, scusi lei. Mi sa dire come è morto?"
"Un infarto. Mi ha chiamato mentre... sono andato là il più velocemente possibile. Ma era troppo tardi. Non ho potuto far nulla".
"C'era qualcun altro quando è morto?"
"No. Mi pare di no. Anzi, sì. Aspetti. C'era il fratello di Risla, Sirum".
"Sa dov'è adesso?"
"No. L'ho rivisto solo ai funerali qualche giorno dopo. Poi mai più. Probabilmente è tornato in Scozia dopo quei giorni tragici".
"Sa mica dov'è seppellito Risla?"
"Se non erro, il suo corpo fu rispedito in Scozia, secondo le sue ultime volontà. Ma non conosco i particolari".

"Sei proprio sicuro Johnny che fosse tuo nonno?"
"Massì Joshua, certo".
"Quanto spesso hai parlato con tuo nonno negli ultimi.. diciamo negli ultimi quindici anni?"
"Come?"
"Quante volte lo hai visto?"
"Beh, non vengo qui spesso. La Scozia è lontana, sai, gli affari... Diciamo una volta l'anno, più o meno. Ma ci scrivevamo con una certa frequenza".
"Che mi sai dire di Sirum?"
"Chi?"
"Sirum, il fratello di tuo nonno".
"Joshua, sarà che sei della sicurezza dell'ambasciata.. ma a volte non ti capisco. Mio nonno non aveva fratelli. Era figlio unico".
"Davvero?"
"Ma certo".
"Da quanto si era trasferito in Umbria?"
"Da molti anni, si era portato dietro i beni di famiglia, gli oggetti, i quadri. Aveva ricostruito qui la sua vita".
"Non amava la Scozia?"
"Al contrario. Diceva che sarebbe tornato a casa prima di morire. Che voleva essere seppellito nel cimitero di Inverary, come il resto della nostra famiglia. E ora.. e ora non c'è nulla da seppellire".
"Ma se amava tanto il nostro paese allora perché si era trasferito qui?"
"Non lo so. Per il clima? Forse per una donna? Non ricordo".

"Bentornato in Scozia ispettore".
"Devo ripartire molto presto. Quanto ci vuole per arrivare a Inverary?"
"Pochi minuti, signore".
"Andiamoci subito. Primo stop alla residenza di famiglia dei MacOllah".
"Eccoci signore".
"Sembra disabitata".
"Lo è da anni, ispettore. Da quando il vecchio Risla si è trasferito in Italia. Si dice che sia infestata dai fantasmi".
"Eh?"
"Si dice che una donna appaia alla finestrella sul lato ovest del castelluccio ogni volta che c'è la luna piena. Dicono che sia un fantasma".
"E tu davvero credi a certe sciocchezze? Mi meraviglio che tu sia nella polizia. Faccio finta di non aver sentito. Che mi sai dire di Sirum MacOllah?"
"Chi?"
"Sirum, il fratello di Risla".
"Mai saputo che avesse un fratello. Ma possiamo chiedere in paese, al Comune. Ne sapranno di più".

"Anche lei pensa che io sia matto dottore?"
"Mannò Johnny. Ti conosco da quando eri piccolo. Mi ricordo sai quando tuo padre, buonanima, ti portava qui, e giocavi con tuo nonno. Andava pazzo per te, ricordi?"
"Anch'io gli volevo bene. Ma non capisco. Com'è possibile che sia morto quindici anni fa?"
"Te lo posso assicurare John. Io stesso ho dovuto assistere al decesso, io ho compilato il certificato di morte e l'ho pianto al funerale. Era un amico sai".
"E allora sono matto. L'ho visto, ci ho parlato, ci parlavo anche l'altro giorno quando è scomparso".
"John. Tu sei rimasto orfano tanti anni fa. Con tuo nonno sei cresciuto. E' possibile che il tuo inconscio abbia lavorato, sai, per darti l'illusione che fosse ancora vivo".
"Ma io ho le sue lettere! Ricordo di aver bevuto il té con lui, di averlo abbracciato. E' tutto così reale, non posso credere di essermelo immaginato".

"No. Mi dispiace ispettore. Risla non aveva fratelli. Una sorella, Bétha, ma è scomparsa molti anni fa. E il figlio, che è deceduto".
"Sono seppelliti qui a Inverary lui e il figlio no?"
"Sì".
"Qualcuno avrà firmato le carte, avrà pagato le imposte sull'inumazione".
"Sì. Aspetti. Gliele cerco. Ecco qui".
"Chi..?"
"Sirum MacOllah, ispettore".
"Quindi Sirum non risulta nei vostri archivi, ma qualcuno che si firma Sirum ha pagato per le sepolture di famiglia".
"Mi sembra incredibile".
"Già. Ma forse c'è una spiegazione".

"Johnny?"
"Joshua, sei già tornato?"
"Sì. Ascolta. Se tuo nonno fosse morto, non vi sarebbero altri eredi no? Tutta la mansion dei MacOllah passerebbe a te, comprese le terre e la villetta sul lago?"
"Sì. Non penserai mica..."
"No. Certo".
"E' curioso. Non risulta nessun Sirum ad Inverary, ma è tale Sirum MacOllah che ha pagato per i servizi funerari di tuo nonno. Quindici anni fa".
"Me chi è?"
"Non lo so ancora. Ti raggiungo a casa di tuo nonno, vediamoci là".

"E' qui che è scomparso?"
"Sì. Quella poltrona".
"Stavate bevendo qualcosa?"
"Sì. Lì ci sono ancora i bicchieri. Quella è la bottiglia".
"Sono sicuro che quella bottiglia è la chiave di tutto".
"Complimenti ispettore. E' arrivato vicino alla soluzione".
"Chi è lei? Come è entrato?"
"Non sono proprio uscito, vi aspettavo. Ero certo che Johnny sarebbe venuto presto in questa casa. Non mi aspettavo di trovare lei".
"Lei è Sirum, vero?"
"Quasi, ispettore. Ci è vicino, ancora non ha capito però".
"C'è qualcosa in quella bottiglia vero?"
"Ne è convinto?"
"Quella di Johnny era una allucinazione".
"Lei non crede ai fantasmi ispettore? Risla era scozzese, dopo tutto".
"Tu sei Risla! Sei mio nonno!"
"No, Johnny caro. Mi hai conosciuto così, ma il mio nome è Bétha. Sono la sorella di tuo nonno".
"E' lei Sirum, non è vero?"
"E' arguto ispettore. Sì. E' vero. Da molti anni non sentivo quel nome".
"Perché si è nascosta?"
"Ma lei non può essere Bétha! E' morta tanti anni fa!"
"Non morta, Johnny. Scomparsa, scappata sarebbe più esatto".
"E da chi?"
"Da Risla, chi altri?"

"Ancora non ci arrivate. Eppure la verità è così ovvia".
"Quale verità?"
"Risla era un avaro senza scrupoli, aveva pianificato tutto. Non voleva dividere con me la ricchezza dei nostri genitori. Tentò di avvelenarmi. Quando capii, scappai".
"No! Non è possibile. Mio nonno era una persona meravigliosa".
"Davvero? Negli ultimi quindici anni hai parlato con me, ci siamo mandati lettere. Non era tuo nonno. Ero io. Risla è morto da molto tempo".
"Non è possibile".
"Oh sì. Risla ed io ci siamo sempre assomigliati molto. E noi invece ci vedevamo di rado. E' ovvio che tu non abbia mai capito chi avevi di fronte".
"E mio padre? Non avrebbe capito che Risla non era Risla? E' impossibile".
"Tuo padre non era figlio di Risla, era figlio mio, Risla non poteva avere figli. Tuo padre, il mio unico figlio, ha saputo la verità troppo tardi".
"Cosa?"
"Johnny, Risla ha fatto molte cose discutibili prima di morire. Mi ha tolto un figlio, mi ha costretto alla fuga. Tutto per i soldi. E tra le cose più orribili che ha fatto è stata farti credere di essere una brava persona. E che i tuoi genitori siano morti in un incidente".
"Che stai dicendo?"
"Fu Risla a organizzare tutto. Se sei rimasto orfano, è perché tuo nonno sapeva che così ti avrebbe controllato meglio. E non avrebbe poi sborsato un penny più del necessario per tuo padre, un figlio che non era suo".
"Ma lo ha cresciuto lui!"
"Già. Erano successe troppe cose orrende in famiglia perché anche lui morisse a Inverary così giovane. Sarebbe stato sospetto. Per questo lo ha allevato. Ma, come vedi, alla prima occasione se ne è liberato".

"Scusi Bétha. La sua ricostruzione fa acqua da ogni punto di vista. Lei sta dicendo che Risla era un maniaco omicida, che avrebbe tradito la sorella, ucciso il figlio di lei con la moglie e tutto per non dividere le ricchezze di famiglia?"
"Sembra troppo vero? Che un uomo pianifichi tutto questo per denaro? E' colpa di Risla solo a metà, ispettore, lei non ha idea di come siamo cresciuti lui ed io, i nostri genitori... La nostra famiglia era un disastro molto prima di Risla e di me. E ora Johnny è tutto quello che rimane, l'unico MacOllah. E io spero che possa vivere la vita che a noi è stata negata. A Risla stesso, a me, a mio figlio. Spero che almeno mio nipote, ora, viva serenamente. Ma era giusto che sapesse come stavano le cose".
"Bétha... Io sono confuso".
"Lo so Johnny. Me ne dispiace. Vedrai che col tempo capirai".
"Ma perché non me lo hai detto prima? Perché aspettare quindici anni?"
"Eri molto giovane, Johnny, e la verità era troppo grande per te. E poi, da dove vengo io, il tempo scorre diversamente, non è sempre facile capire quanto passa tra un'apparizione e l'altra. Ma quando ti sono scomparsa davanti, ho capito che non potevo più rimandare".
"Come?"
"Johnny, non hai capito?"
"Io ho capito Bétha. Ma non ci credo".
"Sempre all'attacco, eh ispettore? Vada, faccia controllare quella bottiglia. Scoprirà che dentro c'è solo Scotch".
"Nonna... Nonna, tu sei un fantasma?"
"La definizione è un po' vaga, Johnny caro. Ma sì. Lo sono".
"Sei morta?"
"Già. Qualche mese fa, proprio in questa casa".
"E adesso? Te ne andrai? Che farò io?"
"Sì. Ma io tornerò da te nipotino mio. Qui o in Scozia, ovunque sarai. Se tu lo vuoi".
"Certo. Certo che voglio, ho così tante domande da farti".
"Avremo modo di parlare, Johnny. Voglio solo che tu sia felice. E cerca di aiutare questo tuo amico, un ispettore come lui non riesce a credere ai suoi occhi. Non vorrei che si sentisse male".
"Già. Io le parlo, le posso toccare la mano, e lei mi dice di essere un fantasma".
"Ha mai visto una donna scomparire in una nuvoletta di vapore davanti ai suoi occhi?"
"No".
"Ecco, li apra bene, perché sta per accadere".

"Joshua?"
"Johnny? Come sei entrato nella mia stanza da letto?"
"Sono morto Joshua".
"Cosa?"
"Sono qui, ma presto me ne andrò. Proprio come fece Bétha, ti ricordi? Quel giorno?"
"Sei un fantasma? Mi dispiace Johnny, non sapevo che..."
"Joshua, Bétha ci ha mentito".
"Cosa?"
"In quella bottiglia... nello Scotch.. c'era un qualche veleno.. sono morto due settimane dopo. In Scozia".
"Ma perché? Perché lo avrebbe fatto?"
"Quel fantasma, Joshua, non era Bétha".
"Come?"
"Era Sirum".
"Ma sappiamo che non è mai esistito".
"Così credevamo. Sirum era davvero il fratello di Risla, ma i genitori non lo hanno mai riconosciuto, è cresciuto con un altro nome, abbandonato. Ed è morto molti anni fa".
"E quindi?"
"Si è vendicato. Di tutti. Di Risla, che sapeva di lui ma non voleva cedergli parte delle ricchezze di famiglia. Della sorella, Bétha. Di suo figlio".
"E ora di te".
"Già".
"Vi ha uccisi tutti".
"No. Non tutti. Non ancora almeno".
"Come?"
"Joshua, devi andare in Scozia. Sirum tiene Bétha segregata nella magione".
"Cosa?"
"Sì, sono molti anni ormai. La tiene rinchiusa nel lato ovest del torricciolo, dove c'è solo una piccola finestra. Le dà giusto il necessario per mangiare".
"Come lo sai?"
"Le sono apparso. Ci ho parlato. Mi ha detto tutto. Joshua, devi salvarla, lei è innocente, non ha fatto nulla".
"Certo. Ma non so come potrò affrontare Sirum".
"Ti aiuteremo. Io e nonno Risla. Siamo tutti e due pronti ad apparire nel torricciolo al momento opportuno. Impediremo a Sirum di agire. Devi andare là e portare via Bétha. Lontano".
"E Sirum?"
"Gli impediremo di farle del male. Potrà vivere almeno gli ultimi suoi anni come una donna libera. Venderà quella casa, si stabilirà in un altro paese".

"Mamma? Ehi mamma!"
"Che... Chi..?"
"Mamma non mi riconosci? Sono io. Oggi è giovedì, son passato a trovarti".
"Oh, John caro".
"Mamma non sono John. Sono tuo figlio, Sirum, ti ricordi?"
"AAaaaahh! No!! Non mi toccare!!!"
"Sia paziente con Bétha, Sirum, le dia tempo".
"Certo, dottore, è solo che... è così frustrante, non riconosce neppure me. Ormai sono quindici anni che sta così".
"Dov'è Johnny?"
"Sono Sirum, mamma. Non so chi sia Johnny".
"E' tornato in Scozia?"
"In Scozia? Mamma che dici?"
"Sirum, sua madre è molto malata. Ora è meglio che riposi. La lasci nelle nostre mani".
"No! Johnny ti prego fammi andar via da qui. Non voglio essere chiusa qui dentro!"
"Mamma! Mamma, questi sono medici, ti aiutano. Vedrai, presto starai meglio".
"No! Johnny! Me lo avevi promesso! Mi avevi promesso che mi avresti liberato!"
"Infermiera, prepari 10cc del solito sedativo".
"No! No! Non mi toccate! Non mi toccate!"
"Mamma!"
"Ecco. Ecco fatto. Ora si calmerà. Mi dispiace molto Sirum".
"Ma che le è preso?"
"Un delirio. Succede spesso in chi soffre di questa degenerazione. Purtroppo non c'è molto che possiamo fare".
"Trattatela bene, mi raccomando".
"Ma certo. Vede? Qui c'è anche la piccola finestrella del torricciolo, il panorama è stupendo, sua madre spesso guarda fuori. Non si preoccupi, avremo cura di lei".

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