aprile 16, 2013

La fiaschetta di papà

"Papà?"
"Dov'è Gebireo, il tuo fratellino?"
"Ancora a letto, credo. Papà?"
"No, non è a letto. Sarà in bagno. Dimmi tesoro".
"Ma tu e la mamma bevete?"
"Tutti bevono, Eurige".
"E cosa bevono?"
"Beh, acqua. Qualche volta altre cose, come il vino".
"E nient'altro?"
"Sì, tante cose amore, ma perché me lo chiedi?"
"Papà, ma voi non lo bevete mai il detersivo dei piatti?"
"Mannò, chi lo berrebbe mai? Fa male, e ha un gusto orribile".
"E come fai a saperlo se non lo bevi?"
"Ma basta sentire l'odore.. la consistenza.."
"E allora anche lo shampoo?"
"Esatto".
"Dovresti dirlo a Gebireo".
"Perché?"
"Ma papà, non hai visto come succhia il dentrifricio?"
"Cosa fa?"
"E poi beve lo shampoo della mamma".
"Ma stai scherzando Eurige?"
"No, ti dico, lo fa sempre. Io gli ho detto di non farlo ma non... La mamma lo sa eh".

"Trinezia tesoro? Trinezia? Ah sei qui.. Senti ma lo sai che tuo figlio si mangia dentifrici e shampoo? Magari ha un problema..."
"Sì. Me lo ha detto Eurige".
"Perché quella faccia? Lo sai enon mi dici nulla?"
"Massì. Ci ho parlato, e mi ha promesso di non farlo più. Piuttosto... sai cosa mi ha detto il tuo bambino? Che lo ha fatto perché ha visto te che lo facevi".
"Ma figurati".
"Anch'io credevo che se lo fosse inventato. Ma lui ha tanto insistito.."
"E allora?"
"Gli ho chiesto di farmi vedere cosa bevevi".
"Trinezia... hai uno sguardo strano".
"E così siamo arrivati all'armadio".
"Trinezia... non..."
"E tu guarda dentro un cassetto, ben nascosto, cosa abbiamo trovato".
"Non devi..."
"Un flacone. Di cosa hai paura caro?"
"Dove l'hai messo?"
"Più interessante è sapere cosa c'era dentro. Tu lo sai vero?"
"Posso spiegarti".
"Vuoi spiegarmi? Tu? Non serve. C'è solo un motivo per cui bevi di nascosto olio per macchine".
"Non sai... come... lascia che..."
"Da quando Aberofero? Eh? Da quando hai preso il posto di mio marito? Da quando lo avete cosato? Sarò io la prossima? Sostituirete anche me con una delle vostre macchine? O magari i nostri figli?"
"Trinezia io ti amo".
"No! Dove l'avete messo, cosa ne avete fatto?! Tu non sei il mio Aberofero, sei una squallidissima macchina, un altro di quei cosi. Non vi avevano distrutto tutti? Non doveva succedere! Tu non mi ami, ti hanno programmato per dirlo".
"Tesoro dov'è nostro figlio?"
"Come ti permetti di chiamarlo così! Avevi cosato anche Gebireo eh? Pensavi che non me ne sarei accorta?"
"Cosa gli hai fatto?"
"Ho dovuto. Poco fa. L'ho smontato e ho seppellito tutto dietro le siepi".
"Lo hai ucciso? Devi essere sconvolta".
"Lo avete ucciso voi, bastardi, assassini! Lo avete sostituito con una macchina. E ora ucciderò te, insulso androide, e poi scapperò lontano con mia figlia".
"Trinezia metti via la pistola".
"E perché? Nessuno mi accuserà di aver ucciso una macchina, sei già morto, non esisti neppure".
"Anche Eurige.. sai.."
"Cosa?"
"Beh anche lei è un androide, cara".
"Cosa? No! Non è possibile, l'ho sempre tenuta d'occhio, non l'avete cosata! Bastardi! Vi uccido tutti".
"Trinezia metti giù quell'arma. Hai una crisi, passerà, fidati di me".
"Mi avete tolto tutto ciò che contava di più. Forse è meglio che muoia anche io. Magari esiste un paradiso dove ritroverò la mia famiglia. Quella vera".
"No Triziana ti prego.. fermati".
"Addio Aberfinto, mi sparo".
"No!"
*BANG*

"Dove sono? Cosa è successo?"
"Sei al centro di manutenzione e riassemblaggio".
"Come mai? Non ricordo nulla Aber".
"Hai avuto una crisi cara".
"Un'altra? E ho dimenticato tutto ancora?"
"Sì. Eri convinta di essere umana davvero e avevi scoperto che io non lo ero, e così hai dato fuori di matto. Ma Riprocessore6 ti ha rimesso a posto, dice che ora sei come nuova. Come ti senti?"
"Bene. Sì. Funziona tutto, credo".
"Ottimo cara. Torniamo a casa. Ci sono i bambini che ci aspettano per cena. Abbiamo dovuto riassemblare Gebireo... lo avevi smontato".
"Oddio poverino, mi odierà".
"No no, gli hanno sistemato la memoria, tranquilla. E poi sei la sua mamma adorata no? Ora è meglio che andiamo, che domani sarà una giornata lunga".
"Perché?"
"Domani iniziamo a cosare la famiglia dei vicini, i Ferembaldi De Castris".
"Ahhhhh, già già".
"Sono in sette in quella casa. Sarà un lavoraccio sostituirli tutti, ci metteremo settimane".
"Da chi iniziamo?"
"Dalla madre, Ferberanda. I figli per ultimi".
"Beh almeno dopo avremo dei veri amici, finalmente, in bulloni e pelle sintetica".
"Questa volta gli umani non se ne accorgeranno. In pochi anni avremo cosato l'intera città, vedrai".
"Che Dio ti ascolti, tesoro".
"Sei bellissima Trinezia".
"Ti amo Aber".
"Anch'io. Perdutamente".

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