marzo 21, 2013

Respira dai

"Che c'è tesoro?"
"N".
"N?"
"Non s".
"Respira dai. Rilassati".
"Sso sp sp spie".
"Spiegare? Tesoro ma ti senti bene?"
"Ss ss".
"Chiamo il medico".
"Nno".
"Come no? Parli così, dobbiamo indagare cara. Dobbiamo sapere".
"Mmma nnon vedi, vedi?"
"Vedo che sei strana, amore mio. Mi preoccupo. Non capisco cos'hai, dobbiamo chiamare un'ambulanza. Subito!"
"Nno st sttai call callmo".
"Parli lentamente cara, come se stessi avendo un ictus porco boia!"
"Ffssiì ma nnnon vedi?"
"Ma che devo vedere? Vedo te!"
"Ssono lennn nta".
"Lo vedo che sei lenta, fammi chiamare".
"Nn.. Sso no rallll ralllentt t".
"Rallentata?"
"Eh".
"Ho capito! Per questo devo chiamare un medico".
"Ggg uardami. Guuu arrdami qui i".
"Sulla testa? Che ha la testa?"
"Gguuuarrda".
"Oh! Ma che è 'sta cosa? Quando te la sei fatta? È un taglio... ma non sanguina".
"Aa ap aprilo".
"Ma sei matta? Se ci van dentro i capelli si infetta".
"Fff ffallo".
"Ci vuole un medico. Come vuoi che io... Ma! Ma che cazzo è? Ma che? Come è possibile?"
"Ttt teso oro, vvvedi ill ll led blu, blu?"
"Sì, che cosa? Ma che cazzo è?"
"Pp pppremilo fffo ffforte. Ffffino iiin fonnn fondo".
"O dio, che cosa... ecco... lo sto spingendo.. si è bloccato".
"Ohhh finalmente, va molto meglio. Grazie amore mio".
"Diosanto ma che cosa è? Che... che sono quei circuiti nel cervello?"
"Sono... sono io".
"Cosa?"
"Sono una macchina, un androide".
"Ahh! Aiuto! Che cosa stai dicendo!"
"Calmati, lasciami parlare".
"Sei matta?"
"Caro, ragiona. Quand'è l'ultima volta che son stata male? Quando ho fatto le ultime analisi del sangue? L'ultima Tac?"
"Non lo so. E' tanto. Stai sempre bene".
"Infatti. E non invecchio".
"Mio dio. E... sei mia moglie?"
"Ma certo che sono io".
"Mia moglie è un robot... Ma da quando?"
"Oh da molto. Da prima che nascesse Alice".
"Cosa? Ma che ne è stato di mia moglie?"
"Sono io ti dico".
"Non so chi tu sia, io so che ho sposato una donna vera cazzo!"
"Mannò, tesoro. Hai sposato il mio modello precedente".
"..edente".
"Sì. Ma aveva dei bug nel software. Per questo poi mi sono trasferita in questo modello qui. E' la prima volta che mi dà problemi".
"Ma cosa dici? Cavolo me ne sarei accorto! Abbiamo fatto l'amore quante volte? O mio dio".
"E Alice".
"Alice! Oddio! Non puoi dirlo a lei, morirebbe. Oh la mia piccina".
"Ma caro, anche lei è una macchina".
"Cosa? Ma che..? Non è possibile! Vuoi uccidermi!"
"Ma che dici? Calmati".
"Calmarmi? Sono circondato da androidi e mi dovrei calmare? Tutta la mia vita è una finzione! Chi vi ha costruito eh? Come avete fatto a rubarmi la vita? Come?"
"Caro vieni qui".
"Non mi toccare! Non ti avvicinare!"
"Ok. Ok non ti tocco. Ma se apri la bocca.."
"Che?"
"Con le dita, svita l'ultimo dente in basso".
"Cosa?"
"Svitalo".
"Ma come pos... oddio si svita davvero".
"Tiralo fuori".
"Ma cos'è?"
"Ora aprilo".
"Cosa? Come... oh cazzo, si apre".
"Sì. Guarda all'interno".
"Ma che cos'è?"
"E' una batteria, tesoro. Una di quelle dei servomeccanismi che controllano la masticazione".
"Eh? Che vuoi dire?"
"Lo hai capito benissimo".
"Ma non può essere! Me lo ricorderei!"
"Non puoi ricordartelo. Eri morto".
"Eh?"
"Lo ero anche io. Siamo caduti in una scarpata con l'auto. Poi ci siamo svegliati qui. Non ricordi nulla?"
"No. E tu perché lo ricordi?"
"Non lo so. E' come se l'avessi sempre saputo. Tutti i miei ricordi d'infanzia, i miei genitori... Ricordo tutto. E ricordo anche che ti amo".
"Ma siamo due macchine. Morte, per giunta".
"Vuoi dire che non mi ami?"
"No. Cioè. Sì che ti amo. Ma non capisco".
"Lo so. Capirai col tempo, spero".
"Ma quindi... non invecchiamo?"
"No".
"Non muoriamo?"
"Tecnicamente siamo già morti".
"E questo cos'è? Dove siamo? Chi ci ha fatto questo?"
"Non lo capisci?"
"Ma cosa? Cosa dovrei capire?"
"Siamo morti, amore mio. Poi ci siamo risvegliati qui. E staremo qui per sempre".
"Vuoi dire..?"
"Sì. Siamo nell'aldilà, tesoro".
"Ma figurati! Mi rifiuto di credere che l'aldilà, come dici tu, sia un posto dove gli uomini diventano macchine. Voglio parlare con qualcuno. Ci sarà pure un capo, qualcosa.."
"C'è Dio. Sì. Ci puoi parlare quando vuoi".
"Subito allora! Gli voglio chiedere delle spiegazioni. Perché siamo così?"
"Beh, ci ha fatto a sua immagine e somiglianza".
"Che?"
"Caro, Dio è un androide".
"Cosaaaa? Pure lui?"
"E ci ama".
"Mi sembra di impazzire".
"Senti tesoro. Tra poco torna Alice..."
"Anche lei era morta allora. Mio dio".
"No. Lei ce l'ha voluta dare Dio, perché avessimo qualcuno di cui occuparci, a cui volere bene".
"Un androide.. Dobbiamo occuparci di un androide".
"Non le vuoi più bene? E' tua figlia!"
"Ma certo che le voglio bene, dannazione".
"Forse non sei felice qui?"
"No no anzi. Sì che sono felice".
"E allora? Basta con le domande. Accogliamo Alice come sempre, anzi devo preparare qualcosa da mangiare".
"Cara?"
"Sì?"
"Resteremo qui per sempre?"
"Sì".
"E tu mi amerai per sempre".
"Certo, tesoro. Per sempre".
"E io?"
"Anche tu sarai felice. Per sempre. Apparecchi la tavola?"
"Che stai facendo? Gnocchi?"
"Al sugo".
"Ma perché? E' giovedì?"
"Che importanza ha?"
"Ah già. Mi piacciono gli gnocchi al sugo".
"Anche ad Alice".
"Metti i bicchieri da vino. Ho comprato una bottiglia che promette bene".
"Ci diamo alla pazza gioia eh?"
"Eh sì. Per sempre".
"E cucinerai sempre così bene?"
"Essì".
"E faremo ancora l'amore?"
"Sempre".
"Però eh?"
"Ti comincia a piacere l'aldilà, vero tesoro?"
"Però vorrei incontrare Dio".
"La vedrai presto".
"Eh? Una donna?"
"Alice, caro. Dio è Alice".
"Ma daiii".
"Sì, te lo avrebbe detto lei stessa oggi".
"Mi sento male".
"Respira dai".
"Nnn nnonn rrriess sco".
"Oh madò, aspetta. Vieni qui".
"Ccc cosa affai?"
"Ti premo il led blu".
"Oh".
"Va meglio?"
"Sì".
"Ecco, non ti agitare, che sovraccarichi la tua matrice".
"Ah. Ok. Ora sto bene".
"Ottimo. Siediti pure a tavola, lei sarà qui a momenti".
"Cara?"
"Dimmi".
"Ma lei ci vuole bene?"
"Ci ama, caro. Come noi amiamo lei".

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