marzo 07, 2013

In giardino

Cecilia, diosanto, strofini quel culo enorme sulla mia sedia, come posso non guardare, così densa e debordante sei. C'erano olivi, prima sai, in questo mio giardino, e fiori, pruni, meli e quell'orto sì, ma ora ci sei solo tu, che secerni la tua voce grassa a due metri da me. Parli ad altri, che neppure so chi siano, mentre io solo fermento per quelle curve.
Dimmi, Cecilia, mi darai mai un po' di quiete? O pensi di venir qui a cancellare tutto ogni prossima domenica, a parlar di nulla con lui? Il mio uccello già canta per te.

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