gennaio 20, 2013

La stagione delle olive

"Uelà Gionni".
"Oddio chi sei?"
"L'hai detto ragazzo".
"Questa barba, queste manone... occhi azzurri, sovradimensionato... alito al cioccolato fondente..."
"Dai che ci arrivi".
"Buondio!"
"Buono, via, vabbé".
"E che... o che... e che tu vuoi Dio da uno come me?"
"Bisogna che mi riempi questa".
"Che cos... che cos'è?"
"O che non lo vedi da solo".
"Sembra uno di quei cosi, di quei barattolini per le urine".
"Ecco. Riempilo".
"Eh?"
"Oh ma sei di coccio... mi serve. Ora procedi grazie, che ho da fare".
"Diobonino e che ci devi fare con...?"
"Ma che ti frega? Niente che tu possa capire".
"Avrò diritto.."
"Ho dei disegni inesplicabili. Ora fallo. Siam mica qui a rimettere i noccioli nelle olive ripiene. Anzi".
"E come..?"
"Hai cinque minuti. O se preferisci usiamo questa".
"Ma è una siringa".
"Tecnicamente è un estrattore".
"Ma non mi scappa".
"Si che ti scappa fidati".
"Sì ok ora sì. Ma perché io, Dio?"
"O Madonna, ma perché mi fate tutti la stessa domanda?"
"Tutti chi?"
"Voi maschi".
"Ah... tutti i maschi?"
"Sì, tu sei l'ultimo. Poi lo avrò raccolto da tutti".
"E..?"
"E poi son cazzi miei figliolo".
"Non capisco tutta questa riservatezza".
"Un giorno capirai, vedrai. Tieni. Fino all'orlo eh"".
"Perché c'è scritto Oscar?"
"Come Oscar?"
"Qui sull'etichetta del barattolo".
"Orpo, c'è un errore Diosanto".
"Io non mi chiamo Oscar".
"Qualcuno s'è sbagliato.. so anche chi.. Se lo becco.."
"Ma quindi?"
"Spé, torno tra poco col contenitore giusto".
"Se credi sia necessario".
"Fai una preghiera intanto, sennò poi ti riduco in cenere per superbia manifesta".
"Ahh ecco che ti riveli per quel che sei".
"Scusa mortale, che dici?"
"Vai vai, non devi andare a cambiare barattolo?"
"Che cosa vuoi dire?"
"Arrivi qui all'improvviso, vuoi robe che sono soltanto mie da che mondo è mondo, in più mi minacci e mi accusi se non faccio come dici tu".
"Son Dio perdio!"
"Eh si appunto. Povero Cristo, sperava in qualcosa di meglio".
"Chi?"
"Come chi? Cristo, tuo figlio. Voleva cambiare noialtri quaggiù, ma guarda che personaggio aveva in casa".
"Ahaha ma non... ahahaha non avrai creduto... Sei di fuori, quel dio là non esiste".
"E tu chi sei?"
"L'unico Dio che c'è. Vabbé ce n'è un altro, ma dorme perlopiù".
"E gli uomini come ti chiamano?"
"Mica mi chiamano. Non sanno che esisto. Io sto solo lassù a premere bottoni, raccogliere defunti... meno male che ogni tanto arriva qualcuno con un po' di humor, altrimenti sarebbe un mortorio sai".
"Vuoi dire...?"
"Senti, vado e torno. Tu prega, così magari non ti cancello quando torno".
"E cosa prego?"
"Prega me no? Fammi sentire importante. Ti ascolterò in viaggio, son già sintonizzato".
"Certo che delusione".
"Che?"
"Beh io speravo fossi un tipo fico, sai, chessò, tutto amore e perdono".
"Gabry mi senti?"
"Certo capo, dica".
"Devo venire su, prepara il teletrasporto. Devo cambiare barattolino, Raffaele ha giocato di nuovo con le etichette".
"Ma che è? Star Trek??"
"Oh Madonna santa Gionni. Rilassati. E trattienila eh, sennò dopo... lo sai no?"
"Dio quanto mi scappa".
"Lo so figliolo, lo so. Ma torno subito. Energia Gabry, portami su, e dì a quell'altro che se lo vedo lo sbrano".

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