gennaio 05, 2013

Il deltacortene secreto

"Succhiami il dito".
"Eh?"
"Succhialo".
"Ma che schifo scusa".
"Oddio voi umani che palle. Hai detto che stai male?"
"Sì".
"Che sei tutto infiammato, che non riesci a dormire, che quella tosse secca..."
"Sì".
"Che il tuo medico è in ferie, che non ti era mai successo, che sei preoccupato..."
"Sì, sì".
"E allora succhiami il tentac- voglio dire il dito".
"Non vedo ancora il nesso, tu che c'entri?"
"Io alle estremità sintetizzo prednisone".
"Scusa?"
"Massì come lo chiamate.. cortisone.. steroidi..."
"Ahhhh ma daiii?"
"Eh sì".
"Mi ci vorrebbe proprio, senza ricetta in farmacia non me lo vendono".
"Infatti, ecco, dai apri la bocca... così.. infilo eh".
"Ogghh ff ok gurgle".
"Ecco, ora devi succhiare, da solo non esce. Sì, così... vai... ahhh sì sì... che bocca che hai... ahah ok scusa... sì.... dieci milligrammi.... arriva almeno a venti... ecco... bravissimo.... ora basta che l'ho finito... estraggo".
"Finito?"
"Sì, ci vorranno alcune ore per sintetizzarlo di nuovo".
"Fantastico comunque".
"Vero, è comodo. Sai, ovunque vado nella galassia si rivela utile".
"Davvero?"
"Per i pocnor di TaronGamma ero diventato una sorta di Dio, Bentelan mi chiamavano gli stupidini".
"Allora io devo chiamarti Deltacortene".
"A me basta essere adorato per le mie secrezioni. Mi piace quando me la succhi".
"Ma sintetizzi solo steroidi?"
"Dalle dita sì".
"E cos'altro?"
"Beh vedi questa cavità qui sotto, quella vaschina, vedi quell'acquetta?"
"Sì".
"Quella è acqua santa".
"Come?"
"Acqua benedetta, acqua forte, insomma roba seria. La secerniamo a mezzanotte ogni notte".
"Ma che fa?"
"Rende più intelligenti, permette di avere una consapevolezza del tutto nuova della realtà".
"La posso provare".
"E' roba grossa, te l'ho detto, sei sicuro di volerlo?"
"Sì".
"Allora accucciati qui sul mio ventre, appoggiati qui e lecca".
"Non posso usare una cannuccia?"
"None. Deve entrare in contatto con le tue mucose prima che con qualsiasi altra cosa, sennò non funzia".
"Vado".
"Ecco, lecca bene lecca tutto".
"Splash lek lek lek".
"Bravo, ecco, dai, finita".
"Mi sento..?"
"Come ti senti?"
"Mi... ma chi sei tu? E io... io chi sono?
"Tu chi credi che io sia?"
"Sembri un medico".
"Bravo, vai benissimo, sta avendo effetto".
"E io sono il paziente".
"Sì".
"E qui siamo in manicomio".
"No no, tranquillo, non si chiama più così".
"E io sono pazzo".
"Ma no ma no, nessuno qui ti chiamerebbe così".
"Oh. Che cosa ho dottore?"
"Allucinazioni aliene, ma come vedi ora ne sei fuori".
"Perché mi ha dato un farmaco".
"Sì, starai qui con noi di nuovo per tutta la sua durata".
"E poi?"
"Poi tornerai a scambiare le infermiere per meretrici venusiane e me per un abitante del sistema di Altair in visita sulla Terra".
"Oddio".
"Sì, abbastanza inquietante in effetti".
"E non c'é una cura".
"L'hai presa, hai visto no?"
"Mi gira la testa".
"Sì".
"Mi gira proprio".
"Ecco, siediti".
"Lì? Ma quello è un fodoropodo, scherza? Se mi siedo mi punge".
"Oddio ci risiamo.. infermiera!"
"Dica dottore".
"Qui, il nostro Paolo, sarà meglio riportarlo nella sua stanza. Il farmaco è durato pochissimo stavolta".
"Va bene dottore".
"Dove mi portate eh? Righeliani di merda".
"E' per la tua sicurezza".
"Avete invaso il nostro pianeta".
"Dottore?"
"Non ci faccia caso infermiera. Tanto è l'unico terrestre a saperlo, possiamo anche non ucciderlo".
"Va bene, allora lo riporto dentro".
"Sì. Ci riproveremo domani".

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