ottobre 06, 2012

Tanti piccoli michelagnoli

"Adelaide, ma chi era quello?"
"Dabelardo. Hai visto che spallone? E il fondoschiena? Ha dei bicipiti, sai... Veramente un pezzo d'uomo".
"Boh. Mai visto, sembrava che ti conoscesse da sempre".
"Oh no l'ho conosciuto ieri, ma vieni, entriamo qui".
"Sembrava, non so, gay, credo".
"Sì lo è, sapessi che vita che ha, un personaggio ti dico. Ma corri corri che voglio farteli vedere".
"Ma cosa.. cos'è questo posto?"
"Eccoci, passiamo qui, entra, fai piano".
"Che sono quei due cosi? Sembrano usciti dal Piccolo Chimico".
"Vedi quel liquido? Là dentro ci sono miei ovuli fecondati, zigoti credo, qualcosa del genere".
"Scusa?"
"Sì, vedi la provetta più verdina? Domani da lì ne sceglieremo alcuni e me li impianteranno. Sarò mamma, Guelberto".
"Scusa?"
"Oh ma che ti prende? Questa è una sorta di incubatrice, qui li nutrono, o non so cosa, insomma li preparano e poi..."
"Puff nasce un bambino".
"No niente puff, ci vogliono comunque nove mesi. E saranno più di uno, magari quattro".
"Ohh ma sei di fuori? Quattro?"
"Eh non si sa, alcuni embrioni non ce la fanno, non è che tutti quelli che ti mettono dentro poi crescono. E' una previsione, una statistica".
"Ma serve ancora un padre per farli o fai tutto da sola?"
"Certo che c'è un padre, uno che ci ha dato i suoi spermatozoi. Se guardi là, attraverso il microscopio, ne vedi un bel po', alcuni sono ancora vivi, porelli gli è andata male. Ce ne sono di più in questa più bianca".
"O diosanto, Adelaide, quale uomo hai corrotto per avere dello sperma?"
"Spiritoso. Guarda gli spermatozoi, hai visto quanto sono grandi? Vedi che spallone che hanno?"
"Dabelardo?"
"Eh sì".
"L'hai pagato?"
"Lo pagherò in natura. Lui prenderà metà dei bambini che nasceranno".
"Scusa?"
"Dai non fare quella faccia, lui e suo marito vogliono un bimbo da anni, così abbiamo unito le forze".
"Ma mica puoi darglieli così".
"Massì che si può. C'è un contratto sai".
"Scusa?"
"In pratica lui ha firmato di aver ceduto lo sperma per l'eterologa e io che gli ho ceduto il 50 per cento dei miei ovuli per uno o più bambini, per far nascere i quali gli affitto l'utero".
"Cosa?"
"In pratica sarà una sola gravidanza con doppia eterologa incorporata ahahaha, non è buffo?"
"Uh?"
"Tranquillo. Siamo in una botte di ferro".
"Ma saranno fratelli...".
"Tecnicamente fratelli, giuridicamente invece..."
"Ma poi quattro..."
"Sì può fare sai, tranqui".
"Con lo sperma di uno sconosciuto".
"Già, che paga tutte le spese".
"Gay".
"Meglio no? Probabilmente saranno più intelligenti, più sensibili".
"Non hai pensato di chiederlo prima a me?"
"Ma tu sei sposato".
"E non ho le spallone".
"E sei etero".
"Vabbé, questa poi..."
"Scherzi? Dabe è un pittore sai, ha esposto a San Francisco, a Berlino, un personaggio, ti dico. E' anche scultore, e sta affrescando il Cimitero di Santa Severa".
"Sì ma perché? Cioè con tutti gli uomini che ti ronzano intorno... Perché tutto questo casino Adelaide? E metti giù quella provetta no? Rischi che si rompa".
"Sei insensibile".
"No. No, sto solo cercando di capire".
"Voglio che i miei figli abbiano le migliori chance".
"Si lo capisco, ma non la agitare così, credo dovresti rimetterla nell'incubatrice. Sai c'è modo e modo per-"
"Che crescano tra persone che li amano".
"Sì, ma certo, ma tieni pres-"
"Che possano avere il meglio della vita".
"Sì, e se poi vengono fuori omoses-"
"Non essere invidioso".
"Come invidioso?"
"Pensavo fossi mio amico, che quello che c'è qui dentro ti avrebbe emozionato".
"Infatti, sì, sarei più tranquillo se la posassi, ora".
"Un amico mi darebbe manforte, sarebbe dalla mia parte".
"Ma io sono dalla tua p-"
"E non starebbe qui a mettere in dubbio le mie scelte".
"Ma certo che ti sostengo Ade figuriamoci".
"Che poi se saranno gay sarà anche meglio".
"Massì certo, non ho detto il contr-"
"Tu sei omofobo, omofobico, come si dice".
"Ma no, ma quando? Mi hai preso per un coglionazzo qualsiasi? Posa la provetta dai".
"Ti fanno schifo i gay".
"Ma figurati, che stai dicendo".
"Magari non vorrai neanche bene ai miei figli".
"Ma cosa? Ma certo che gli vorrò bene".
"Li prenderai in giro per la cosa dei gay".
"Mannò! Aoh! E poi mica è detto che saranno così, che lo sia il padre non vuol dire nulla".
"Vedi, ecco, sotto sotto speri che vengano fuori etero. Sei malato".
"Ma no, ma vaneggi? Non stai bene Adelaide. Rimetti a posto la provetta cavolo".
"Vattene".
"Ma come?"
"Non voglio più vederti".
"Ma dai non fare così".
"Vattene, cazzo".
"Ma come? Prima fai una cosa così senza dirlo a nessuno, senza dirlo a me, escludendomi di brutto, e poi dici che sono malato io?"
"Sapevo che non avresti capito, per quello non te l'ho detto. Sniff".
"Adelaide, amica mia carissima, ma io capisco tutto, e poi è la tua vita, come potrei non volerti stare vicino in una cosa del genere?"
"Davvero?"
"Ma certo. Rimetti a posto la provetta".
"E non sei offeso se non ho scelto te?"
"Beh un po' sì, forse, ma sarebbe stato complicato".
"Tua moglie non avrebbe mai capito".
"Infatti".
"Meglio se rimetto la provetta nel buco".
"Meglio sì, Ade mia".
"Ecco".
"Ti pare a posto?"
"Mi sembra".
"Non pende un po' a destra?"
"Mmnnò".
"Attenta!"
"Oddio!"
"No!"
"E' caduta, no, cavolo no".
"Oddio mi dispiace tanto Adelaide".
"Guarda, oddio, in mille pezzi".
"Mi dispiace tantissimo".
"E ora? Tutto è perduto".
"No dai, si può rifare".
"Sì ma guarda".
"Cosa?"
"Qui, per terra".
"Eh sì, eh sì".
"In mezzo a quella pozzanghera ci sono tutti i miei figli".
"Eh".
"Ho fatto una strage".
"Non esageriamo".
"Finiti così, sparsi sul pavimento. Uccisi da una madre maldestra".
"Calmati dai, ci riproverai, non è grave".
"Sono morti tutti".
"Beh, tecnicamente non erano neanche nati. Quindi non è morto nessuno".
"Che madre snaturata che sono".
"Dai vieni qui, sono incidenti che capitano".
"Ho ucciso tanti piccoli michelangeli".
"Ehhhhhlalà".

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