ottobre 17, 2012

Son andati via tutti

"Respiri piano, setacciando i ceci nel piatto con una forchetta sporca. Vecchio, il tuo petto si alza a caso, sfinito, si vede fin qui. Davvero vuoi infilarti quella roba tra le labbra..? Tanto ormai che senti più?"
"Taci, cretino, lascia a me un boccone per ogni sospiro, che quando l'aria entra ha ancora un giro intero da fare, e che ne sai tu dove va? Un giorno uscirà portandosi via tutto, ma devi avere pazienza, ritornare su me stesso richiede tempo e una volta sola non basta. Lascia che mi possa annoiare da solo, non mi servi, non ti conosco, son tutti morti, vedrai che presto da questo piatto non solleverò più nulla".
"E allora rimarrò qui con te, vecchio, lo voglio proprio sentire il tuo ultimo respiro, mi siedo accanto a te".
"Ma cosa vuoi guardare? Ma va, va'. Se avessi voluto un guardiano per i miei ultimi giorni, o un becchino, avrei fatto un figlio. Guarda come rimbalzano sulla mia lingua, i tuoi ceci, vedi che rotolano giù. Guardati allo specchio, e poi vattene".

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