luglio 07, 2012

Il ristorantino

"E questi chessò? La seconda foto, qua".
"Saccottini con pera e gorgonzola in salsa di panna e parmigiano".
"Mhhno no. Questi qua?"
"Cavatelli con mortadella e pesto ai pistacchi".
"Ai pistacchi?"
"Di prima scelta aggiungerei".
"Vabbé allora di primi prendiamo 'sta roba qua. Amò va bene no? Tanto te magni tutto te, ce morirai cor grasso che c'hai, ahr arrr. E di secondo che ce sta'?"
"Bocconcini di pollo in mantello di pancetta".
"Ahrr cazzo c'annate giù leggeri voi. Meno male che semo n'estate arr ahrr".
"Se posso suggerire...?"
"Dica dica. Dica duca ahrrrr".
"Consiglierei il fagottino di langostino in foglia di cavolo verde".
"Ma che è?"
"Una primizia signore, crostacei simili ai gamberi guarniti con leggerezza. E ci sono arrivati buonissimi, lo chef li consiglia a tutti. Mi pare che la signora voglia lasciare uno spazio per il dessert".
"Sì è golosa sto rotolo de coppa, guardi se mo' non sta a dormì, è grassa da impazzì, ma je vojo bene sa, me costa in oro quanto pesa, e mica pesa poco ahrrr arr. Quanto sgancia tutta 'sta roba?"
"Guardi, il prezzo è scritto subito sotto le foto. Ecco, mi faccia vedere, ecco qui ci sono i langostini".
"Ahh ok ok non costa un cazzo amò, sfonnati come te pare. Che je damo a questa per dolce, così la famo schiattà de ciccia?"
"Abbiamo budino di ciliegie profumato alla menta-"
"No maddeché la menta fa cagare. Questo che è?"
"Cornucopia con chantilly all'arancia e frutti di bosco".
"Ma qua ce sta er caramello veh? Che è 'sta cosa marrone?"
"Il croccante, sì, quello è l'involucro. Una delizia, se posso".
"Può può. Vabbé. Andata. A posto così".
"Da bere i signori gradiscono un vino?"
"Che c'avete?"
"Consiglierei un bianco, un Greco di Tufo ad esempio o, se preferite, anche un Fiano".
"Costa no?"
"Guardi qui, c'è la lista dei vini e, accanto, il prezzo a bottiglia".
"No no, questa me beve, capito? 'o vede quant'è grossa, 'na boccia mica je basta. Me svena je dico, voliamo bassi almeno sul vino va".
"Beh c'è anche il vino della casa, due litri se desidera".
"Ecco famo così va, che semo in giornata oggi".
"Benissimo".
"Sei contenta cara? Mo' te sfonni come piace a te eh? Ahrr ahrr. Hai visto che faccia il ragazzo, tutto a modino eh? Hai visto che chic 'sto posto no? Me sveno petté, 'o vedi amò? Tesò com'è che te stai zitta così? Che te sei addormentata pe' davero? Togli un po' st'occhiali scuri amò. Amò? Aò Maria? Maria? Aooo che te sei morta? Mariaaa! Eccazzo Maria, mo' me schiatti così? Maria! O! Ma porca puttana Maria!!"
"Che succede signore? Ha bisogno di aiuto?"
"Mi' moje capo, me sa' che stavolta è schiattata sul serio".
"Oh. Caspita. Chiamo subito un'ambulanza".
"Tranquo, già la sto a chiamà io. Qual è il civico qua?"
"Dodici, signore, mi dispiace tantissimo".
"Ebbé lo sapevo sa, doveva succede prima o poi, il medico pure l'aveva detto". "Ahh ecco l'ambulanza. Qua, qua. È lei, sì. E' morta veh? Madonna che disgrazia. E quindi? La caricate? Vabbé. Ma dove? Al Gemelli. Ok. Certo, grazie. Madò Maria che m'hai combinato".
"Le mie condoglianze signore. Le porto i cavatelli o aspettiamo un minuto?"
"No porti porti, me porti pure quelli de Maria va, che così me ce sfonno. E cambiamo il vino, me sparo un Fiano va, alla buonanima".
"Ottima scelta signore".

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