maggio 13, 2012

Più aria che parole

Cammino lentamente perché son vecchio, cara bambina, le giunture scricchiolano, le ossa dolgono, i muscoli impigriti si ritirano ed ogni passo è una piccola avventura sai.
Parlo piano, bambina, perché devo mettere in fila le frasi prima di pronunciarle, per accertarmi che abbiano un senso.
Se le mie mani tremano, dolce piccola, è perché han toccato per me tutto il mio mondo, tanto da stancarsene, ma se ci fai caso tremo ancor più nella voce e nel cuore, perché morire è questione di attimi ma è pur sempre lasciare te e tutto.
Così non ti offendere se ora sprofondo la mia testa nel cuscino, chiudo gli occhi ed apro leggermente la bocca perché trovi più aria che parole, se muovo di quando in quando le mie dita, se basti un lenzuolo breve a contenermi tutto, perché non sto dormendo, adorata mia, sto prendendo le misure.
Parlami ancora, bambina, non immagino musica migliore per questi pochi passi e se senti il mio respiro più veloce allora stringimi, che io possa tenerti con me fino a quando non senta più né te né me stesso, poi asciuga le tue lacrime e, se potrai, non ricordarmi più di quanto io meriti, semmai solo un poco, di quando hai preso le mie mani nelle tue così che ho smesso di tremare.
E' ora, piccola mia, dammi presto un bacio e un addio, che possa portarli via con me.
Addio piccina.