aprile 29, 2011

Gargantuescamente

"Un gigante aveva mangiato da quelle parti un tempo lontano, tanto che gli scogli che affiorano appena a ridosso della spiaggia qualcuno dice siano le briciole di un suo pasto poi ricoperte nel tempo dalle sabbie e dai molluschi. Su loro han trovato casa numerosi colorati pesci e sono granchi rosa e grigi quelli che si avvistano facilmente dintorno. Ebbene là, immerso in quell'acqua calda e limpidissima, seguendo il guizzo di una pinna lucente, un giorno trovai i resti di una creatura dalle dimensioni gargantuesche, sepolta da tempo immemore nel suolo clemente ma, nelle porzioni che dal fondo emergevano, del tutto intatta. Privo di un qualsiasi strumento tentai in qualche modo di fissare il luogo dell'inusitata sepoltura ma, tornandovi il giorno dopo con le attrezzature che meritava, non ho più ritrovato la strada che avevo compiuto né la tomba di quel colosso. Ma è per questi fatti, amico mio, che questo luogo in Puglia è noto come il camposanto sommerso o, come dicon i locali, Campomarino. Vai e godi delle sue acque e, se mai divessi incontrare i fieri resti di cui ti ho parlato, chiamami ancora e subito, che io possa così inabissare colà le mie spoglie e per l'eternità consegnarmi compagno al gigante".
Pietro Laclava, giugno 1979

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